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Oltre l’Impressionismo

Oltre l’Impressionismo

MILANO (Lombardia)

Galleria d’Arte Moderna (GAM)
Giovanni Segantini, L’amore alle fonti della vita, 1896.
Olio su tela, 72 × 100 cm.

Segantini, esponente del Divisionismo italiano, rappresenta su questa tela l’amore giocondo e spensierato e l’amore pensoso, rispettivamente propri di donna e uomo, in un paesaggio primaverile dalla luce intensa. Il sentiero su cui avanza la coppia è fiancheggiato da rododendri in fiore; in lontananza fa da sfondo una catena di monti.
Un angelo misterioso stende la grande ala su una fonte da cui scaturisce acqua fresca, simbolo di eternità.
L’esecuzione del dipinto con piccole pennellate di colore accentuano lo straordinario effetto luminoso che pervade tutta l’opera.

www.gam-milano.com

LIVORNO (Toscana)

Museo Civico Giovanni Fattori
Plinio Nomellini, Il fienaiolo, 1888.
Olio su tela, 178 × 150 cm.

Plinio Nomellini, allievo di Fattori, sceglie come soggetto di quest’opera una scena contadina: un uomo porta sulle spalle il fieno raccolto in un grande campo. In una mano tiene un falcetto, nell’altra la corda che sostiene il peso che porta sulla schiena.
Alle sue spalle un altro contadino trattiene un cavallo.
La scena è resa luminosa dalle piccole pennellate “filamentose” di color giallo caldo, con le quali l’artista rappresenta ogni filo di fieno.

pegaso.comune.livorno.it/index/

TORINO (Piemonte)

Galleria d’Arte Moderna (GAM)
Giuseppe Pellizza da Volpedo, Lo specchio della vita, 1895-1898.
Olio su tela, 132 × 291 cm.

Nella Galleria d’Arte Moderna di Torino è conservato questo dipinto di Pellizza da Volpedo, esponente del Divisionismo italiano.
Il soggetto, che riprende un verso del Purgatorio di Dante “e ciò che la prima fa, e l'altre fanno”, riflette il destino dell’uomo, seppur soltanto con presenze naturali e animali. Una fila di pecore, di cui una sola scura, avanza lentamente sull’argine del Curone, presso Alessandria, nelle cui acque gli animali si specchiano. In lontananza, un immenso campo termina con leggere alture, sopra cui alcune nuvole riprendono la sequenza delle pecore.
Il dipinto presenta grande equilibrio fra luce e ombra, fra linee rette e linee ondulate, fra il ritmico avanzare delle pecore e l’immobilità della natura.
La linea orizzontale dell’argine è rafforzata e replicata dalla fila di pecore, che segna la metà dell’altezza della tela, e dall’ampia pianura retrostante. A questi allineamenti convergono, sia le pozze d’acqua in primo piano, sia le morbide linee dei colli e delle macchie degli alberi.
I colori sono divisi in tinte fondamentali e sono stesi a punti o piccoli tratti, conferendo al dipinto una luce cristallina.

www.gamtorino.it