312
VITTORIA DI COSTANTINO NELLA BATTAGLIA DI PONTE MILVIO
Vittoria di Costantino nella battaglia di Ponte Milvio
Diocleziano dimostra fiducia nel suo progetto e nel 305 abdica con Massimino per consentire la successione automatica prevista dal meccanismo della tetrarchia. Purtroppo le cose non vanno come sperato perché si accende uno scontro tra i pretendenti al trono che degenera in guerra civile quando vengono coinvolti anche gli eserciti. La guerra si conclude nel 312 con la battaglia di Ponte Milvio in cui Costantino (figlio di Costanzo Cloro) sconfigge Massenzio (figlio di Massimino) e si fa proclamare Augusto d’Occidente (sul trono orientale fa insediare il suo alleato, Licinio).
312-337
IMPERO DI COSTANTINO
Impero di Costantino
Durante il suo regno Costantino emanò alcune riforme che modificarono l’assetto dato allo Stato da Diocleziano. Per rafforzare l’esercito vi incluse molti più soldati barbari e sciolse la guardia pretoriana, diventata troppo potente; per finanziare la burocrazia e le opere pubbliche aumentò le tasse e mantenne in circolazione solo le monete d’oro. Costantino spostò anche la capitale da Roma alle rive del Bosforo. Qui, nel luogo in cui sorgeva la città greca di Bisanzio, fece costruire una maestosa città a cui diede il nome di Costantinopoli.
313
PROMULGAZIONE DELL’EDITTO DI MILANO
Promulgazione dell’editto di Milano
Dalla vittoria su Massenzio, che Costantino reputa voluta direttamente da Dio, l’imperatore romano si avvicinò alla fede cristiana. Continuava però a rispettare la religione tradizionale anche perché l’altro Augusto, Licinio, era apertamente ostile al cristianesimo. Diversa però era l’opinione pubblica, perché la gente cominciava a mostrarsi più tollerante verso i cristiani che dal canto loro raccoglievano sempre più proseliti. Fu a questo punto che Costantino sentì la necessità di legittimare la fede cristiana anche sul piano del diritto ed emanò l’editto di Milano in cui dichiarò il cristianesimo religione lecita al pari delle altre religioni dell’impero.
324
COSTANTINO SCONFIGGE LICINIO A CRISOPOLI
Costantino sconfigge Licinio a Crisopoli
L’alleanza tra Costantino e il suo Augusto d’Oriente Licinio cominciò presto a vacillare. Già dal 314 i due cominciarono a combattersi apertamente. La lotta si concluse nel 234 a favore di Costantino. L’imperatore d’Occidente sconfisse il suo rivale a Crisopoli e poco dopo ordinò che venisse messo a morte. A questo punto l’impero tornava a essere interamente nelle mani di un solo sovrano.
325
CONCILIO DI NICEA
Concilio di Nicea
Il cristianesimo riconosciuto da Costantino era quello della Chiesa universale (o cattolica) e rappresentava l’ortodossia, cioè la giusta dottrina. Ma all’interno della Chiesa vi erano tendenze che si allontanavano dai dogmi universali. In particolare l’arianesimo si era molto diffuso in Oriente e rappresentava una minaccia per l’unità della Chiesa. Nel 325 Costantino convocò i vescovi in concilio a Nicea: era la prima volta che tutti i rappresentanti della cristianità si riunivano per discutere e decidere provvedimenti per tutta la Chiesa. A Nicea l’arianesimo venne condannato, fu proclamato il Credo e si stabilì che la Pasqua doveva cadere sempre la domenica dopo il primo plenilunio di primavera.
361-363
REGNO DI GIULIANO L’APOSTATA
Regno di Giuliano l’Apostata
Alla morte di Costantino fu eletto imperatore il cugino Giuliano. Giuliano è detto l’Apostata perché rinnegò l’educazione cristiana ricevuta da bambino e ripristinò in tutto l’impero il paganesimo riassumendo la carica di pontefice massimo e riabilitando la pratica dei sacrifici agli dei. Verso il cristianesimo ebbe un atteggiamento duplice: da una parte estromise i cristiani dalle alte cariche dello Stato e li privò dei privilegi acquisiti; dall’altra riconobbe la forza dell’organizzazione della Chiesa e del suo impegno verso i più poveri. Il suo esperimento però ebbe breve durata: Giuliano morì in battaglia contro i Persiani nel 363 e il cristianesimo tornò a essere la religione più professata.
378
SCONFITTA DELL’ESERCITO ROMANO AD ADRIANOPOLI
Sconfitta dell’esercito romano ad Adrianopoli
Gli Unni si spostavano progressivamente verso occidente e nella loro avanzata rappresentavano un problema anche per le altre popolazioni barbariche. In particolare una di queste, i Visigoti, chiese di potersi riparare all’interno dei confini dell’impero. Valente, che regnava sulla parte orientale, concesse loro di entrare sperando di poterli arruolare nell’esercito contro gli Unni. I funzionari imperiali non erano d’accordo, disprezzavano i barbari e presto questi si ribellarono. Valente affrontò i Visigoti ad Adrianopoli (378) senza aspettare i rinforzi: per i Romani fu la disfatta totale, lo stesso Valente morì e i barbari dilagarono nella parte orientale dell’impero.
378-395
REGNO DI TEODOSIO
Regno di Teodosio
Alla morte di Valente divenne imperatore d’Oriente Teodosio. All’inizio del suo regno (379-395) fu affiancato prima da Graziano e poi da Valentiniano II che regnarono a Occidente poi, morto quest’ultimo, rimase il solo imperatore di tutto l’impero. Teodosio si impegnò per eliminare il paganesimo vietando sia i sacrifici pubblici che le cerimonie private. Nel 382 stipulò un accordo con i Visigoti concedendo loro di stabilirsi come federati in Mesia. I barbari continuarono a obbedire ai loro capi ma avevano l’obbligo di non attaccare i sudditi dell’impero e di aiutare a difenderei confini. Questa autonomia favorì nel tempo l’ascesa di una classe dirigente romano-barbarica.
380
EDITTO DI TESSALONICA
Editto di Tessalonica
Teodosio fu un paladino del cristianesimo. L’imperatore è soprattutto ricordato per un editto, quello di Tessalonica (380) in cui dichiarò che il cristianesimo era l’unica religione di Stato e che tutti i non cristiani e gli eretici dovevano essere privati dei diritti civili.
Teodosio dovette anche affrontare un usurpatore pagano, Flavio Eugenio. La sua vittoria fu anche la vittoria del cristianesimo sui vecchi culti romani. Ormai l’impero romano era diventato un impero cristiano.
395
DEFINITIVA DIVISIONE DELL’IMPERO ROMANO IN DUE PARTI: ORIENTE E OCCIDENTE
Definitiva divisione dell’impero romano in due parti: Oriente e Occidente
Alla morte di Teodosio, nel 395, l’impero venne diviso tra i suoi figli: Arcadio ebbe l’Oriente e Onorio l’Occidente. Questa volta la divisione si mantenne e fu definitiva perché gli imperatori diedero vita a due dinastie distinte che portarono avanti separatamente la reggenza del potere.
Era inevitabile che i due imperi proseguissero su strade separate perché ormai avevano caratteristiche molto distanti: l’impero d’Oriente era più sviluppato economicamente e culturalmente e aveva un potere centrale solido; a Occidente le città cominciavano a decadere e le campagne a impoverirsi e il territorio era costantemente sotto la minaccia dei barbari che di lì a un secolo avrebbero determinato la sua definitiva caduta.