846
I SARACENI SACCHEGGIANO ROMA
I Saraceni saccheggiano Roma
Tra IX e X secolo l’Europa fu invasa da popolazioni barbariche provenienti da più direzioni. Il sud del vecchio continente fu occupato dai Saraceni, il nord dai Normanni e l’est dagli Ungari. Con la parola “Saraceni”, in origine l’antico nome di alcune tribù beduine, in Italia si era soliti indicare genericamente gli Arabi e soprattutto i temibili pirati di fede musulmana. Dopo essere stati ricacciati oltre i Pirenei dall’esercito di Carlo Magno, gli Arabi decisero di dedicarsi alle razzie, seminando il terrore nel sud dell’Europa. Nell’846 i Saraceni saccheggiarono persino Roma, profanando le basiliche di San Pietro e di San Paolo: simboli della cristianità.
887
I NORMANNI ASSEDIANO PARIGI
I Normanni assediano Parigi
Dall’VIII secolo alcuni popoli germanici (Danesi, Norvegesi e Svedesi) stanziati nella penisola scandinava e in Danimarca iniziarono a invadere nuovi territori. Questi popoli complessivamente noti come Vichinghi, furono chiamati Normanni (uomini del Nord) dagli Europei. In Francia, la penetrazione dei Normanni fu facilitata dalla debolezza dei Franchi, tanto che nell’887 riuscirono a mettere sotto assedio Parigi, la capitale. Nel tentativo di allontanarli, l’imperatore Carlo il Grosso versò ai Normanni un pesante tributo, ma i nobili francesi, indignati per questa decisione, lo deposero. Seguì un periodo di lotte sanguinose per il potere, mentre i Normanni si stanziarono lungo il basso corso del fiume Senna.
896
INIZIANO LE INCURSIONI
DEGLI UNGARI
Iniziano le incursioni degli Ungari
I Magiari, o Ungari, erano una popolazione nomade proveniente dall’Asia centrale. Nel IX secolo si stanziarono in Pannonia, una regione corrispondente all’incirca all’odierna Ungheria rimasta praticamente disabitata dopo lo sterminio degli Avari operato da Carlo Magno nel 795-796. Tenendo come propria base la Pannonia, gli Ungari effettuarono tra l’896 e il 955 numerose incursioni: in Germania, Francia e nel Nord Italia, seminando terrore e morte al loro passaggio. Non erano interessati a espandersi, bensì a razziare bottini di guerra consistenti in preziose merci di scambio e uomini da trasformare in schiavi.
910
FONDAZIONE DI CLUNY
Fondazione di Cluny
Tra IX e X secolo l’istituzione ecclesiale entrò in una profonda crisi. Nel 910 a Cluny, in Borgogna (Francia) si videro alcuni segni di cambiamento di rotta: qui sorse un’abbazia che osservava scrupolosamente la regola benedettina, dove si prestava particolare attenzione allo studio e alla preghiera. Ogni fenomeno di corruzione, inoltre, era bandito. I fondatori di Cluny avevano sottomesso il monastero e i suoi beni direttamente al papa, cosicché chierici e nobili locali non potessero far valere i propri interessi sull’abbazia stessa. Cluny rappresentò il centro monastico più potente e influente dell’epoca, tant’è che grandi teologi e un celebre papa, Gregorio VII, erano tra i suoi membri.
911
IL RE DI FRANCIA CARLO IL SEMPLICE SCONFIGGE
I NORMANNI
Il re di Francia Carlo il Semplice sconfigge i Normanni
A un trentennio di distanza dal fallimento diplomatico di Carlo il Grosso con i Normanni che cingevano d’assedio Parigi, nel 911, il nuovo sovrano Carlo III il Semplice riuscì a sconfiggere questo popolo del Nord. Sapendo di non avere le forze necessarie a cacciarli dalla Francia, il re li legò a sé con un rapporto di vassallaggio: il capo vichingo Rollone si convertì al cristianesimo e ottenne il titolo di duca; come feudo ebbe in dono la regione chiamata per l’appunto Normandia.
955
OTTONE I SCONFIGGE
GLI UNGARI NELLA BATTAGLIA
DI LECHFELD
Ottone I sconfigge gli Ungari nella battaglia di Lechfeld
Le razzie degli Ungari e le loro incursioni nell’Europa centrale cessarono solo nel 955, quando l’imperatore tedesco Ottone I li sconfisse nella battaglia di Lechfeld. Solo allora gli Ungari si ritirarono in Pannonia, che proprio da loro prese il nome di Ungheria, e si trasformarono da popolo nomade a popolo sedentario.
962
PRIVILEGIO DI OTTONE
Privilegio di Ottone
L’imperatore tedesco Ottone I si scontrò con il pontefice romano quando già nel 962, pochi giorni dopo la sua incoronazione, aveva voluto precisare quale dovesse essere il rapporto tra papato e impero; redasse così il Privilegium Othonis (privilegio di Ottone) un documento che rendeva necessario il consenso dell’imperatore affinché un vescovo potesse diventare papa. Inoltre, il pontefice sarebbe stato costretto a giurare fedeltà all’imperatore, assicurandosi in tal modo la dipendenza del papato dall’impero. Il Privilegio di Ottone, infine, vietava al capo della Chiesa di consacrare imperatori uomini appartenenti a casate reali che non fossero di stirpe germanica.
1037
CONSTITUTIO DE FEUDIS
Constitutio de feudis
Dopo Ottone I vi furono altri due imperatori di nome Ottone: II e III; divenne poi imperatore Enrico II di Baviera (1002-1024), con cui terminò la dinastia di Sassonia; con Corrado II il Salico (1024-1039) ebbe inizio, invece, la dinastia di Franconia. Quest’ultimo, nel 1037, emanò un importante decreto: la Constitutio de feudis, con cui concesse l’ereditarietà dei feudi minori. Tale scelta, se da una parte incontrò il favore della nobiltà perché i feudatari diventavano una sorta di sovrani in miniatura nei propri territori, dall’altra indeboliva il potere centrale dell’imperatore.
1054
SCISMA ORTODOSSO
Scisma ortodosso
Nel 1054 si giunse allo scisma (dal greco “separazione”) tra la Chiesa di Roma e la Chiesa di Costantinopoli. I patriarchi di Costantinopoli accusavano già da qualche secolo la Chiesa di Roma di non seguire correttamente il Credo e non intendevano proseguire a riconoscere il primato del papa. Nel 1054 gli ambasciatori romani a Costantinopoli ebbero un duro scontro con il patriarca Michele Cerulario e lo scomunicarono. Quest’ultimo, a sua volta, scomunicò il papa. Le due Chiese continuarono a professare la stessa religione, ma separarono l’organizzazione ecclesiastica in modo netto. La Chiesa di Costantinopoli si proclamò ortodossa (nella “giusta opinione”), mentre quella di Roma si dichiarò unica e cattolica (universale).
1059
IL NORMANNO ROBERTO
IL GUISCARDO SI DICHIARA
VASSALLO DEL PAPA
Il normanno Roberto il Guiscardo si dichiara vassallo del papa
Nei primi decenni dell’XI secolo, un gruppo di Normanni francesi furono chiamati nel Sud Italia in occasione di una rivolta antibizantina. Come ricompensa, nel 1030, un capo normanno ottenne in feudo la contea di Aversa. Nel giro di una decina d’anni, al gruppo iniziale si unirono altri Normanni: si distinse tra tutti Roberto il Guiscardo (detto “l’Astuto”). Quest’ultimo estese i possedimenti melfitani tanto da far preoccupare il papa, Leone IX (1049-1054), che organizzò una spedizione punitiva. Nel 1053, però, Leone IX fu fatto prigioniero. La situazione si risolse quando nel 1059 Roberto si dichiarò vassallo del nuovo papa Niccolò II e in cambio ottenne la nomina a duca di Puglia, Calabria e Sicilia.
1066
BATTAGLIA DI HASTINGS:
INIZIO DELLA DOMINAZIONE
NORMANNA IN INGHILTERRA
Battaglia di Hastings: inizio della dominazione normanna in Inghilterra
Il duca di Normandia Guglielmo (1066-1087), detto il Bastardo poiché era figlio del duca di Normandia Roberto il Magnifico e della figlia di un conciatore di pelli, rivendicò il proprio diritto alla successione al trono inglese. Con un esercito ben armato, Guglielmo invase l’isola. Dopo vari scontri, la battaglia decisiva venne combattuta nel 1066 ad Hastings. Qui sconfisse re Aroldo, un importante feudatario che si era proclamato re, meritandosi il titolo di Conquistatore e divenendo un grande e stimato sovrano.