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COSTANTINO FONDA LA CITTÀ DI COSTANTINOPOLI
COSTANTINO FONDA LA CITTÀ DI COSTANTINOPOLI
Data la vastità dell'impero e il fatto che i pericoli potevano venire da Oriente, Costantino decise di costruire una nuova capitale per il nuovo impero cristiano. L'imperatore scelse la città di Bisanzio, antica colonia greca al centro dell’impero e alle porte dell’Asia. Da una posizione eccezionale era possibile controllare sia le aggressioni dei barbari che gli scambi fra Oriente e Occidente. La città crebbe velocemente, tanto che nel VI secolo era la più grande del mondo cristiano. Questa “Roma orientale”, che sorgeva su sette colli ed era cinta da possenti mura, sopravvisse fino al 1453, quando i Turchi la espugnarono.
527-565
IMPERO DI GIUSTINIANO
IMPERO DI GIUSTINIANO
Nel 527 si insediò a Costantinopoli il nuovo imperatore d’Oriente.
Sotto Giustiniano l’impero conobbe un grande splendore. Egli si impegnò in ogni campo per riaffermare i valori della civiltà romano-cristiana: strappò ai barbari le province occidentali ricreando l'unità dell’impero e fece scrivere il Corpus iuris civilis, un codice di leggi che riordinava e ammodernava l’intero diritto civile romano.
Se quella contro i barbari fu una vittoria di breve durata – presto i confini furono minacciati di nuovo da altre popolazioni che l’esercito a corto di mezzi non riusciva a contenere –, il Corpus giustinianeo ha rappresentato per secoli la base del diritto comune degli Stati europei.
529
BENEDETTO DA NORCIA FONDA IL MONASTERO DI MONTECASSINO
BENEDETTO DA NORCIA FONDA IL MONASTERO DI MONTECASSINO
Benedetto nacque da una nobile famiglia umbra di Norcia. Visse come eremita fino al 529 quando si trasferì a Montecassino, in Lazio, e vi fondò un monastero. Qui Benedetto scrisse la sua famosa Regola, presa poi a modello dai monasteri che a lui si ispiravano.
La Regola stabiliva che a capo del monastero vi fosse un abate (da qui “abazia”, come sinonimo di monastero benedettino). La vita dei monaci ruotava attorno a un essenziale principio: Ora et labora (prega e lavora). La giornata era scandita dalla preghiera, dallo studio e dal lavoro comunitario perché l’ozio era nemico dell’anima e la vita di comunità rappresentava per i benedettini la perfezione cristiana.
532
RIVOLTA DI NIKA
RIVOLTA DI NIKA
Nel 532 il popolo di Costantinopoli si sollevò contro l'imperatore al grido di «nika» («vinci!»), con cui era solito incitare i propri campioni nelle corse delle bighe. La rivolta maturò nell'ippodromo, allora centro della vita politica. Le fazioni sportive rivali dei Verdi e degli Azzurri, che avevano assunto una forte connotazione politica organizzandosi in una sorta di partiti, si coalizzarono contro l’imperatore. Misero a ferro e fuoco la città, costringendo Giustiniano ad asserragliarsi nel suo palazzo. La situazione fu salvata dall'intervento dell'esercito, che assalì i popolani facendo una strage.
535-553
GUERRA GRECO-GOTICA
GUERRA GRECO-GOTICA
Sconfitti i Vandali e riconquistata così l’Africa, Giustiniano si rivolse all’Italia. Ma se la prima spedizione fu relativamente semplice, quella contro il regno ostrogoto si rivelò al contrario parecchio ardua. Gli Ostrogoti si opposero duramente alla conquista bizantina, sostenuti nella lotta da re fieri e combattivi come Tòtila e e Tèia.
Dopo una guerra durata quasi vent’anni, la penisola divenne una provincia dell’impero bizantino; dopo poco anche la Spagna sud-orientale venne conquistata.
554
PRAMMATICA SANZIONE
PRAMMATICA SANZIONE
La Prammatica Sanzione è una costituzione imperiale che entrava in vigore appena pubblicata. La più conosciuta è quella emessa al termine della guerra greco-gotica dall'imperatore Giustiniano, per sancire il ritorno dell'Italia sotto il dominio diretto dell'impero.
Con essa il sovrano estendeva il Corpus Iuris Civilis alla penisola, il cui governo era affidato a un esarca (governatore) bizantino, che aveva sede a Ravenna.
569
LONGOBARDI IN ITALIA
LONGOBARDI IN ITALIA
Guidati dal re Alboino, i Longobardi arrivarono in Italia dalla Pannonia nel 569.
La loro avanzata fu incontrastata perché né i Bizantini né le popolazioni locali, fiaccate da anni di carestie ed epidemie, opposero alcuna resistenza. Le cronache del tempo li descrivono come bestie feroci che depredavano e distruggevano ogni cosa, portando ovunque scompiglio e terrore.
Il loro regno ebbe come capitale Pavia e comprendeva la Pianura padana, la Toscana e parte dell’Italia centro-meridionale. I rapporti con le popolazioni italiche migliorarono durante il regno di Agilulfo e Teodolina, quando i Longobardi si convertirono al cristianesimo.
570-632
VITA DI MAOMETTO
VITA DI MAOMETTO
Maometto nacque nel 570 circa a La Mecca. All’inizio del 600 cominciò a predicare la religione che chiamò “musulmana” e che diceva gli era stata rivelata dall’arcangelo Gabriele: esisteva un solo Dio, e questo Dio era Allah. Maometto raccolse molti seguaci, ma i mercanti di La Mecca gli erano ostili e nel 622 lo costrinsero a fuggire a Medina. Qui la fama del profeta crebbe e, forte di un numero sempre più grande di fedeli, nel 630 Maometto poté finalmente far ritorno a La Mecca e assumere il controllo della città. Quando morì, nel 632, l’Arabia era stata tutta unificata sotto il suo dominio e gli Arabi si sentivano un solo popolo.
643
EDITTO DI ROTARI
EDITTO DI ROTARI
Il re Rotari promulgò nel suo regno il primo corpo di leggi dei Longobardi. L’Editto, che porta il suo nome, è la trascrizione delle consuetudini tramandate oralmente dagli anziani, influenzate dal diritto romano. L’Editto non contempla più la faida, cioè il diritto alla vendetta personale per riparare un torto subìto. Questa antica pratica, ritenuta ormai troppo “barbarica”, è infatti sostituita dal guidrigildo: chi commette il reato è costretto a pagare un risarcimento in denaro al danneggiato o ai parenti. Era ammesso anche il duello, perché si pensava che Dio avrebbe concesso la vittoria a chi era nel giusto.
661-750
DINASTIA DEGLI OMAYYADI
DINASTIA DEGLI OMAYYADI
Quando morì Maometto il potere passò al suocero Abu Bakr a cui successero poi una serie di califfi, tutti appartenenti alla famiglia del profeta.
Alla morte del quarto califfo, si affermò una nuova dinastia: gli Omayyadi. Sotto il loro regno l’islam espanse enormemente i suoi confini. Per primo il califfo Omar guidò i suoi eserciti alla conquista dell’Egitto e del Medio Oriente; l’espansione riprese con il califfo al-Malik che occupò l’Africa settentrionale. Nell’VIII secolo fu la volta dell’India e della Spagna, ma la reazione di Franchi e Bizantini segnò presto una battuta d’arresto all’espansione.