Nel Chronicon di Girolamo vengono registrate pochissime righe relative alla nascita (datata 94 a.C.) e alla vita di Lucrezio. Queste poche righe, sono gli unici dati in nostro possesso sulla vita dell'autore. Tra l'altro, il leggendario riferimento al filtro d'amore e alla pazzia del poeta sono notizie costruite artificiosamente a partire da alcuni passi del suo poema.
Lucrezio: il De Rerum Natura
Tito Lucrezio Caro è autore di un unico poema, il De rerum Natura
Si tratta di un poema didascalico: opera in versi il cui contenuto scientifico, filosofico, storico ha una valenza didattica
Sceglie la forma del poema didascalico per ottenere una maggior possibilità di successo: il suo scopo è, infatti, rendere piacevole e attraente, per un pubblico colto e raffinato, la lettura di un testo dal contenuto ostico e complesso.
Lucrezio: il De Rerum Natura
Perché usare la poesia per parlare di filosofia?
Lucrezio usa un'immagine significativa per spiegarlo:
Come il medico inganna il bambino ponendo sul bordo della tazza il miele e all'interno la medicina, perché questi beva e guarisca, così il poeta attira i lettori verso un contenuto in sé complesso, ma indispensabile per raggiungere il fine più alto della salvezza.
Lucrezio: il De Rerum Natura
Pensiero deformato
Il fatto che il fine ultimo dell'epicureismo fosse il piacere, anche se inteso come atarassia, generò fraintendimenti, e venne spesso inteso come semplice invito a godere dei piaceri più comuni.
Filosofia epicurea
Sorta alla fine del IV sec a.C.,
è una filosofia ellenistica, che guida e soccorre il singolo nel suo vivere quotidiano, fornendogli una sorta di "cura", attraverso alcuni "precetti-medicine". Il fine di questa filosofia è il piacere dell'uomo, inteso come assenza di turbamento.
Lucrezio: il De Rerum Natura
La filosofia epicurea è mal vista a Roma, soprattutto dai tradizionalisti perché:
mina il sistema politico/religioso romano
il principio dell'atarassia presuppone la rinuncia a ogni tipo di attività politica (perde di senso il negotium)
descrivendo l'uomo come aggregato di atomi, si annullano le differenze sociali e naturali
Lucrezio nella sua opera, invece, si rivolge proprio ai tradizionalisti.
Lucrezio: il De Rerum Natura
Il titolo è la traduzione di Perì phýsēos (La natura), di Epicuro: un testo di fisica, dove si spiegano i meccanismi che regolano l'universo. Proprio la conoscenza di questi meccanismi porta l'uomo a liberarsi delle sue paure e ricercare l'atarassia.
Il poema è dedicato a Memmio, prototipo del lettore a cui vuole rivolgersi: aristocratico e colto
L'opera è divisa in sei libri (tre diadi), in esametri.
Lucrezio: il De Rerum Natura
L'incipit del De rerum natura è dedicato alla dea Venere. Può sembrare una scelta contraddittoria, considerato che Lucrezio scrive un'opera in cui si condanna la religio. Perché questa scelta?
1) Per adesione alla tradizione letteraria 2) Venere è associata alla potenza generatrice della natura, argomento fondamentale del poema 3) La definisce voluptas, legata quindi al "piacere", concetto cardine della filosofia epicurea
4) Essendo anche "madre degli Eneadi", dedicarle il poema è unacaptatio benevolentie nei confronti del lettore.