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La questione dell’anima



Nell’accettare l’ipotesi di Darwin, l’enciclica Humani Generis di papa Pio XII (1950) sottolineò con vigore che doveva essere fatta salva la creazione “immediata” dell’anima da parte di Dio. Questo punto è irrinunciabile per un cristiano.
Non è pensabile che un essere «veramente umano» possa derivare nella sua totalità da un antenato animale per semplice evoluzione biologica: occorre ammettere «un intervento o un’intenzionalità particolari» di Dio.
A questo proposito Giovanni Paolo II ha precisato che l’anima: «da cui dipende in definitiva l’umanità dell’uomo, essendo spirituale non può essere emersa dalla materia» (Catechesi, 16 aprile 1986).
L’uomo, nella visione cristiana, può considerarsi frutto, contemporaneamente, dell’evoluzione biologica e di un concorso particolare creativo di Dio: è creatura di Dio sia in forza della sua condizione fisica, comune agli altri esseri viventi, sia a causa del singolare principio spirituale che gli è proprio.




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