In Sicilia si pesca con la tonnara: grandi reti fissate in mare guidano i tonni fino alla “camera della morte“; qui i pescatori issano le prede con arpioni.
In Ghana si pesca con grandi reti deposte in mare nei pressi della costa, poi issate a mano da un gruppo di pescatori o sulla spiaggia o su imbarcazioni.
In Madagascar si pesca con piccole imbarcazioni a bilanciere, a remi o a vela, che trascinano lunghi fili con degli ami nascosti dentro molluschi.
Nel Bangladesh si pesca nei grandi estuari dei fiumi utilizzando semplici ami o piccole reti in barconi a vela in cui una famiglia abita e vive.
In Cina si pesca con i cormorani; i pescatori mettono un anello attorno alla gola dei cormorani perché non ingoino i pesci grossi catturati col becco.
In India si pesca sulle coste con grandi reti larghe anche 20 metri, immerse e poi sollevate dall’acqua, azionate da pesanti pietre come contrappesi.
In Laos si pesca con una rete lanciata a mano dalla forma di ombrello, con dei pesi sui lati che cadono verso il fondo e intrappolano i pesci rinchiusi.
Nella Nuova Caledonia (Oceania) vi sono pesci dalle grosse dimensioni che i pescatori locali riescono a catturare facendo uso di bastoni ben appuntiti.
In Oman, grazie ai bassi fondali, si pesca fissando ai pali lunghe reti in cui vengono intrappolati pesci di grosse dimensioni come palamiti e dentici.
In Bolivia, sul lago Titicaca, si pescano carachi e persici sopra le tradizionali barche fatte di canne, utilizzando semplici ami e retini artigianali.