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          Legenda

          La famiglia era il luogo ideale in cui diffondere l’ideologia fascista, attraverso il controllo degli individui nei momenti della vita più importanti, a partire dalla nascita. Le donne ad esempio dovevano aderire al ruolo di moglie e madre, così ogni nascita veniva ricompensata dal regime con un premio “alla natalità”.

          In una sala affollata di coppie di neogenitori, i piccoli Italiani si preparano a ricevere il sacramento del battesimo. È una delle tante cerimonie “di massa” che il fascismo organizzava per celebrare se stesso e diffondere il consenso.

          Il controllo e l’organizzazione del tempo libero erano un altro importante obiettivo della propaganda e riguardavano anche le vacanze degli Italiani, in particolare quelle dei più piccoli. Furono istituite colonie, al mare o in montagna, in cui i bambini potevano trascorrere le vacanze estive.

          I bambini nelle colonie indossavano divise tutte uguali, in un autentico stile militaresco: in questo caso calzoni corti e berretto bianco di cotone.

          Anche nelle colonie ai bambini spesso capitava di dover compiere parate e marce che avevano lo scopo di rafforzare lo spirito cameratesco dell’educazione fascista. Qui vediamo i bambini che, tutti in fila, sono in attesa degli ordini dell’assistente. Qualche bambino sembra assumere una posa ispirata ad atteggiamenti mussoliniani.

          La divisa dei maschi consisteva in un completo nero con una grande M, iniziale di Mussolini, scritta sulla fibbia che cingeva petto e fianchi, e un berretto nero con una lupa che allattava i cuccioli.

          La divisa delle femmine consisteva in una camicetta bianca con la gonna nera e un ferma-colletto o una spilla che rappresentava il profilo di Mussolini.

          L’ONB mise poi in commercio un fucile giocattolo lungo circa sessanta centimetri che riproduceva quello dei soldati italiani. Molte famiglie per dimostrare la loro adesione al regime fecero sacrifici per acquistarlo. A sua volta, il regime amava mostrarsi generoso: a partire dal 1928 venne istituita la “Befana del duce”, che consisteva nella distribuzione di pacchi dono, durante le festività natalizie, ai figli dei dipendenti pubblici o alle famiglie bisognose. In genere nei pacchi vi era «qualcosa da mangiare, qualcosa da vestire, qualche giocattolo e qualche dolce».

          L’indottrinamento trovava un terreno fertile tra i giovani e nelle scuole. La nascita dell’Opera Nazionale Balilla aveva il compito di avvicinare i giovani italiani all’ideologia fascista. In questa organizzazione di tipo paramilitare i giovani erano tenuti ad assumere ruoli e compiti diversi, giudicati adatti a seconda che fossero maschi o femmine e a seconda dell’età.

          L’ora di educazione fisica nelle scuole rappresentava un momento importante nella formazione dei giovani fascisti: forgiava il corpo e la mente e abituava all’ordine e alla disciplina, requisiti indispensabili per un buon soldato.

          Un nutrito gruppo di “avanguardisti” (giovani di sesso maschile tra i 14 e i 18 anni) compie un’esercitazione di fronte all’ingresso del liceo Mamiani di Roma. I giovani sono intenti a fare flessioni e indossano la tipica divisa fascista, ovvero la camicia nera e i pantaloni grigio-verdi.

          Descrizione

          Il fascismo fu un regime totalitario anche per il modo in cui interferì nella vita dei cittadini, cercando di controllarla e di orientarla verso i propri obiettivi. Il regime spese molte energie per plasmare un italiano “nuovo”, in completa sintonia con i valori del fascismo. Insomma il governo Mussolini voleva inaugurare l’“era fascista” e così cercò di rafforzare alcuni valori tradizionali come il senso della comunità e della famiglia, e nello stesso tempo favorì l’affermazione di comportamenti nuovi, ispirati al culto della guerra, dell’ordine, della gerarchia.

          Descrizione

          Il fascismo fu un regime totalitario anche per il modo in cui interferì nella vita dei cittadini, cercando di controllarla e di orientarla verso i propri obiettivi. Il regime spese molte energie per plasmare un italiano “nuovo”, in completa sintonia con i valori del fascismo. Insomma il governo Mussolini voleva inaugurare l’“era fascista” e così cercò di rafforzare alcuni valori tradizionali come il senso della comunità e della famiglia, e nello stesso tempo favorì l’affermazione di comportamenti nuovi, ispirati al culto della guerra, dell’ordine, della gerarchia.

          Descrizione

          Il fascismo fu un regime totalitario anche per il modo in cui interferì nella vita dei cittadini, cercando di controllarla e di orientarla verso i propri obiettivi. Il regime spese molte energie per plasmare un italiano “nuovo”, in completa sintonia con i valori del fascismo. Insomma il governo Mussolini voleva inaugurare l’“era fascista” e così cercò di rafforzare alcuni valori tradizionali come il senso della comunità e della famiglia, e nello stesso tempo favorì l’affermazione di comportamenti nuovi, ispirati al culto della guerra, dell’ordine, della gerarchia.

          Descrizione

          Il fascismo fu un regime totalitario anche per il modo in cui interferì nella vita dei cittadini, cercando di controllarla e di orientarla verso i propri obiettivi. Il regime spese molte energie per plasmare un italiano “nuovo”, in completa sintonia con i valori del fascismo. Insomma il governo Mussolini voleva inaugurare l’“era fascista” e così cercò di rafforzare alcuni valori tradizionali come il senso della comunità e della famiglia, e nello stesso tempo favorì l’affermazione di comportamenti nuovi, ispirati al culto della guerra, dell’ordine, della gerarchia.

          Note

          Fatto il fascismo occorre fare i fascisti

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