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Inquinamento: la responsabilità verso le generazioni future
Inquinamento e sviluppo sostenibile
Un solo ambiente per tutti, un problema globale
Inquinamento e nuove tecnologie “verdi”
Custodire la Terra, promuovere l'armonia con l'ambiente

L'inquinamento

Inquinamento: la responsabilità verso le generazioni future

Inquinamento e sviluppo sostenibile

Un solo ambiente per tutti, un problema globale

Inquinamento e nuove tecnologie “verdi”

Custodire la Terra, promuovere l'armonia con l'ambiente

Che cos'è l'inquinamento?

Che cos'è l'inquinamento?

L'inquinamento è l'alterazione e la contaminazione di un ambiente o di una sostanza, indotte da cause esterne, specialmente dall'opera dell'uomo. Il termine comprende le diverse forme di degrado del'ambiente naturale o antropico e può essere di svariata origine chimica o fisica.

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L'inquinamento ambientale è un fenomeno complesso: esso è legato, da un lato, alle dinamiche dell'attività economica umana, in costante cambiamento e ormai caratterizzate dalla dimensione globale [vedi Globalizzazione] dei mercati, e d'altro canto presenta caratteristiche specifiche a seconda delle aree interessate, dell'attività economica prevalente, degli interventi della autorità pubbliche, del livello tecnologico dell'industria.
Lo spostamento delle produzioni dai Paesi occidentali verso aree in cui la regolamentazione delle attività produttive è meno severa, se non assente, significa che anche l'inquinamento si trasferisce insieme alle industrie che lo generano.
La crescente pressione demografica, con il parallelo sviluppo di megalopoli enormi, è un altro fattore critico per l'ambiente: oltre al degrado sempre più marcato dell'ambiente urbano, accelerato ulteriormente dall'aumento dei veicoli inquinanti [vedi Trasporti], l'aumento della popolazione mondiale accresce lo sfruttamento delle risorse naturali e la cancellazione di aree naturali, come nel caso della deforestazione richiesta dalla costruzione di nuove strade e per ottenere legname da destinare al settore edilizio.

Naturalmente, anche grazie all'azione degli attivisti e delle organizzazioni più attente in materia ecologica, non mancano però gli esempi positivi di recupero ambientale e di politiche industriali e di sviluppo economico che fanno riferimento innanzitutto ai valori della sostenibilità.

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L'INQUINAMENTO

e l'attività dell'uomo

AMBITI COINVOLTI

Inquinamento e sviluppo dell'industria

I primi movimenti per l'ambiente

La Chiesa Cattolica e l'ambiente

Ambiente e globalizzazione

L'inquinamento: un fenomeno complesso

LA POSTA IN GIOCO

Curare l'ambiente, una sfida per la tecnologia

Ambiente e sviluppo sostenibile

L'INQUINAMENTO e l'attività dell'uomo

Inquinamento e sviluppo dell'industria

I primi movimenti per l'ambiente

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L'inquinamento: un fenomeno complesso

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L'inquinamento

Perché è un problema etico

L'inquinamento ambientale è un fenomeno che può avere talvolta cause naturali, come nel caso delle eruzioni vulcaniche, ma esso è strettamente legato allo sviluppo delle attività umane e delle tecnologie impiegate per lo sfruttamento delle risorse naturali, la produzione di energia [vedi Energie], la produzione industriale e i trasporti [vedi Trasporti]. 

Storicamente l'inquinamento inizia ad essere considerato un problema soprattutto nelle aree industriali urbane: nel XVIII secolo città come Londra sono avvolte dai fumi del carbone (usato per il riscaldamento e la produzione di energia) e dai miasmi provenienti dai quartieri più poveri e sovraffollati, carenti di sistemi idraulici e sanitari.

Due secoli dopo, tra il 1960 e il 1970, l'allarme lanciato da esperti e studiosi (pensiamo ad esempio a Rachel Carson, autrice nel 1962 del celebre Primavera silenziosa) dà origine ai primi movimenti di massa per la difesa dell'ambiente e spinge governi e istituzioni internazionali ad affrontare il problema con numerosi provvedimenti e accordi internazionali, purtroppo non sempre efficaci.

La Chiesa Cattolica ha affermato chiaramente che la conservazione dell'ambiente e la prevenzione del degrado ecologico costituiscono una delle principali responsabilità che l'essere umano ha nei confronti delle generazioni future, oltre che nei confronti del creato.

Le tendenze economiche alla globalizzazione [vedi Globalizzazione] hanno rappresentato e rappresentano tuttora una sfida ambientale, contribuendo ad aggravare i livelli di inquinamento anche in aree del mondo in precedenza poco sfruttate. 

I danni causati dalla massiccia deforestazione in Amazzonia sono l'esempio forse più evidente della complessità dei danni causati dall'uomo all'ambiente naturale: oltre alla distruzione del "polmone verde" che aiuta il Pianeta a respirare,la deforestazione causa anche la perdita di biodiversità, l'inquinamento delle acque e, una volta che tali aree saranno destinate alla costruzione di vie di trasporto, anche all'inquinamento atmosferico.

L'inquinamento oggi pone all'umanità sfide ancora più complesse: i progressi compiuti dalle tecnologie "verdi" e la crescita della consapevolezza e dell'impegno dell'opinione pubblica fanno registrare numerosi risultati incoraggianti in materia di protezione e recupero dell'ambiente.

Operando in una prospettiva di sviluppo sostenibile [vedi Sviluppo sostenibile]  sarà  possibile mantenere in salute il Pianeta e garantire così la sopravvivenza e il benessere delle generazioni future.

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Bolzano: perché un progetto “Ambiente fa Scuola”?

Il comune di Bolzano ha avviato un progetto per avvicinare gli allievi delle scuole cittadine ai temi dell'ambiente, a partire dall'esperienza quotidiana e attraverso un programma ricco e articolato, che coinvolge anche il personale scolastico e i genitori. Un'esperienza molto interessante dalla quale trarre spunto per contribuire a creare e a diffondere la “cultura ecologica”.

Attualmente ogni giorno ci arrivano delle notizie sull'inquinamento e sulla parziale distruzione del nostro spazio vitale: la scuola non può limitarsi solamente a osservare, ma deve concretizzare tematiche ambientali nel proprio ambito.
In primo piano deve esserci la promozione di uno sviluppo ecologico e una relazione accurata con il mondo che ci circonda.
I singoli elementi per riuscire a concretizzare una “cultura ecologica” sono l'impegno e la collaborazione di tutti gli scolari, insegnanti, presidi, bidelli, genitori e di tutti coloro che partecipano direttamente o indirettamente al progetto.
Questa nuova forma di studiare, che consente agli scolari di applicare le loro conoscenze in modo pratico, porta a una nuova cultura dell'imparare, a nuove forme di comunicazione, e permette inoltre di assumere responsabilità ed una maggiore identificazione con la scuola.
A causa delle grandi dimensioni del progetto “Scuola e ambiente” non può essere realizzato dall'oggi al domani. Il dettaglio degli argomenti e l'ampio numero di persone partecipanti devono essere coordinati. 
Il punto di partenza del progetto consiste in una rilevazione della situazione attuale della scuola, dalla quale emergano tutti i punti deboli, come a esempio: spreco di energia, mancanza di aree verdi nell'ambito della scuola, ecc.
Successivamente dovranno gradualmente essere migliorati e/o eliminati i punti deboli affinché la scuola possa svilupparsi lentamente in una “scuola ecologica”.

Il Comune di Bolzano segue già da molti anni numerosi interventi ambientali nelle scuole della città di Bolzano. L'Ökoinstitut Alto Adige su incarico del Comune ha visitato negli scorsi otto anni più di 500 classi a Bolzano, realizzando progetti ambientali. Queste finora singole iniziative dovrebbero essere riunite in un unico progetto “Ambiente fa Scuola” con l'obiettivo di formare un vasto e completo progetto per le scuole interessate.
Questo progetto ha come scopo centrale un cambiamento a lungo termine della cultura ecologica, suddivisibile in tre piani.

  • Il piano ecologico e pedagogico: promozione di un modo di pensare ecologico e sostenibile che si riflette al di fuori della scuola;

  • Il piano sociale: creazione di un clima scolastico positivo e di pieno apprezzamento; creazione di strutture di comunicazione, che migliorano l'insieme di tutte le persone coinvolte nella scuola;

  • Il piano tecnico-economico: il risparmio di risorse e i provvedimenti igienico-sanitari.

Tutte le persone coinvolte all'interno della scuola (scolari, insegnanti, preside, bidelli, genitori) dovranno lavorare insieme per realizzare una cultura scolastica ecologica. Ciò che è importante non è spingere un notevole numero di progetti ambientali, ma piuttosto modellare un modo di pensare che porti a una scuola ambientale.
L'ufficio Ambiente di Bolzano propone nell'ambito del progetto “Ambiente fa scuola” una serie di singole iniziative  per le scuole, riguardante il tema della “prevenzione dei rifiuti”, “compostaggio”, il risparmio energetico e l'inquinamento atmosferico etc.
Le classi interessate potranno intraprendere una serie di esperienze interessanti sul tema, con il sostegno di un Consulente Ambientale, scelte fra quelle presentate di seguito.

Ridurre i rifiuti

  • Mercatino dei pulcini

  • Compostaggio

  • Raccolta differenziata e riciclaggio a Bolzano

  • La spesa ecologica

  • Quale merenda durante la pausa

  • Facciamo la carta riciclata

Mobilità

  • Bimbi in bici

  • Azione “timbri per un'aria pulita”

  • Energia e clima

  • Laboratorio dell'energia “+/- Energia”

Natura

  • L'orto scolastico

  • Costruiamo una casa per i pipistrelli

  • Costruiamo una casetta per gli uccellini

  • Escursioni a impianti ambientali

  • Inceneritore, impianto di compostaggio,

  • Centro di riciclaggio, discarica, depuratore... 

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Copertina

La definizione

Il problema

Il fatto

L'inquinamento è:

  • causato esclusivamente dall'uomo

  • tipico dei Paesi sviluppati

  • causato dall'uomo ma anche da fenomeni naturali

  • legato all'uso delle centrali nucleari

3

La Chiesa Cattolica:

  • considera l'insieme dell'ambiente più importante dell'essere umano

  • incoraggia lo sfruttamento delle risorse naturali, donate da Dio agli uomini

  • ritiene l'uomo responsabile della cura dell'ambiente, a vantaggio dei più poveri e delle generazioni future

  • ritiene le tematiche ambientali di esclusiva competenza degli esperti in materia

3

Il degrado ambientale è:

  • più grave nelle aree metropolitane

  • causato soprattutto dall'uso di pesticidi in agricoltura

  • combattuto a livello internazionale

  • un fenomeno inevitabile per una società industriale

3

La deforestazione:

  • causa danni limitati, poiché gli alberi ricrescono velocemente

  • causa danni ambientali complessi e prolungati nel tempo

  • era praticata soprattutto nel XVIII secolo

  • è vietata dagli accordi internazionali promossi dalle Nazioni Unite

2

Domande per riflettere

  • Insieme all'insegnante, esaminate le caratteristiche del vostro territorio e del suo ambiente.
    Quali soni i principali problemi ambientali che riscontrate?

  • Quali le aree più a rischio di degrado ambientale e quali, invece, sono esempi di buona conservazione?

  • Considerate una vostra “giornata tipo” e individuate almeno un'attività che potete svolgere in maniera diversa, più rispettosa dell'ambiente.

  • Insieme all'insegnante, cercate informazioni sulle iniziative a favore dell'ambiente in corso nella vostra regione.

  • Progettate un'attività legata ai temi dell'ambiente da svolgere con l'aiuto degli insegnanti: può trattarsi di una lezione speciale, dell'organizzazione di un laboratorio pratico o di una visita a qualche impianto speciale, per esempio per il trattamento dei rifiuti.

Dilemmi per discutere

L'inquinamento:

“È inevitabile, se vogliamo mantenere tutti il nostro stile di vita e il livello di benessere raggiunto”

“Può essere evitato decidendo di utilizzare sistemi produttivi sostenibili”

Il degrado ambientale:

“Sarà combattuto grazie ai progressi tecnologici e scientifici”

“Deve porre interrogativi sull'organizzazione dell'intero sistema produttivo umano”

Il degrado ambientale:

“Non può essere affrontato dai singoli cittadini”

“Affrontarlo richiede sforzi comuni, ma anche ognuno di noi, nella vita di ogni giorno, può dare il suo piccolo contributo”

L'inquinamento:

“Può essere evitato imparando a conoscere e amare l'ambiente”

“Può essere scoraggiato soltanto punendo severamente chi è responsabile dei danni all'ambiente”

Fare il punto

Riflettere

Discutere

L'inquinamento | Per approfondire

Che cosa dice la Legge

La comunità mondiale ha risposto all'emergenza ambientale con diversi provvedimenti e accordi internazionali promossi dalle agenzie delle Nazioni Unite.

In Italia la lotta all'inquinamento è stata inasprita, a partire dagli ultimi decenni del XX secolo, anche con strumenti legislativi appositi (si pensi ad esempio alla Legge 319 del 1976 per la tutela delle acque, che prevede pesanti condanne penali per i trasgressori). Naturalmente anche nel nostro Paese le normative ambientali oggi devono rispettare, oltre che gli accordi internazionali sottoscritti dal nostro Paese, anche gli standard stabiliti dall'Unione Europea.

Le Dichiarazioni delle Nazioni Unite sull'ambiente

Tra le Dichiarazioni di principi universali pronunciate in questi anni dalle Nazioni Unite in materia ambientale ve ne sono tre di particolare rilevanza:

1. la Dichiarazione di Stoccolma, adottata il 16 giugno 1972 alla Conferenza Generale delle Nazioni Unite sull'Ambiente Umano;
2. la Carta Mondiale della Natura, adottata il 28 ottobre 1982 dall'Assemblea generale delle Nazioni Unite;
3. la Dichiarazione di Rio su ambiente e sviluppo approvata il 14 giugno 1992 alla Conferenza delle Nazioni Unite sull'ambiente e lo sviluppo (UNCED).

Questi atti, normalmente adottati durante lo svolgimento di Conferenze Internazionali o approvati in seno all'Assemblea Generale delle Nazioni Unite, pur non avendo efficacia vincolante, hanno un alto valore simbolico e costituiscono la base per la tutela giuridica in materia.

L'inquinamento | Per approfondire

Il parere della Chiesa Cattolica

La Chiesa Cattolica, pur mettendo in guardia dalle concezioni ecologiche troppo radicali, che assimilano senza distinzioni l'essere umano agli altri esseri viventi, ha affermato chiaramente che la conservazione dell'ambiente e la prevenzione del degrado ecologico costituiscono una delle principali responsabilità che l'essere umano ha nei confronti delle generazioni future, oltre che nei confronti della natura, Creazione di Dio.

Giovanni Paolo II,  L'uomo e la responsabilità verso l'ambiente

Il rapporto tra uomo e ambiente ha connotato le diverse fasi della civiltà umana, a partire dalla cultura primitiva: nella fase agricola, nella fase industriale e nella fase tecnologica. L’epoca moderna ha registrato una crescente capacità d’intervento trasformativo da parte dell’uomo.

L’aspetto di conquista e di sfruttamento delle risorse è diventato predominante e invasivo, ed è giunto oggi a minacciare la stessa capacità ospitale dell’ambiente: l’ambiente come “risorsa” rischia di minacciare l’ambiente come “casa”. A causa dei potenti mezzi di trasformazione offerti dalla civiltà tecnologica, sembra talora che l’equilibrio uomo-ambiente abbia raggiunto un punto critico.

Oggi assistiamo non di rado al dispiegamento di opposte posizioni esasperate: da una parte, in nome della esauribilità e della insufficienza delle risorse ambientali, si chiede la repressione della natalità, specialmente nei confronti dei popoli poveri e in via di sviluppo. Dall’altra, in nome di una concezione ispirata all’ecocentrismo, si propone di eliminare la differenza tra l’uomo e gli altri esseri viventi, considerando la biosfera come un’unità di valore indifferenziato. Si viene così a eliminare la superiore responsabilità dell’uomo in favore di una considerazione egualitaristica della “dignità” di tutti gli esseri viventi.
Ma l’equilibrio dell’ecosistema e la difesa della salubrità dell’ambiente hanno bisogno proprio della responsabilità dell’uomo e di una responsabilità che deve essere aperta alle nuove forme di solidarietà. Occorre una solidarietà aperta e comprensiva verso tutti gli uomini e tutti i popoli, una solidarietà fondata sul rispetto della vita e sulla promozione di risorse sufficienti per i più poveri e per le generazioni future.


Benedetto XVI, Rispettare la Creazione

La Chiesa, considerando con apprezzamento le più importanti ricerche e scoperte scientifiche, non ha mai smesso di ricordare che rispettando l’impronta del Creatore in tutto il Creato, si comprende meglio la nostra vera e profonda identità umana. Se vissuto bene questo rispetto può aiutare un giovane e una giovane anche a scoprire talenti e attitudini personali, e quindi a prepararsi ad una certa professione, che cercherà sempre di svolgere nel rispetto dell’ambiente. Oggi più che mai ci appare chiaro che il rispetto per l’ambiente non può dimenticare il riconoscimento del valore della persona umana e della sua inviolabilità, in ogni fase della vita e in ogni sua condizione: il rispetto per l’essere umano e il rispetto per la natura sono un tutt’uno, ma entrambi possono crescere e avere la loro giusta misura se rispettiamo nella Creatura umana e nella natura il Creatore e la sua Creazione.


Francesco, Un dono di cui avere cura

Quando parliamo di ambiente, del Creato, il mio pensiero va alle prime pagine della Bibbia, al Libro della Genesi, dove si afferma che Dio pose l’uomo e la donna sulla Terra perché la coltivassero e la custodissero (Gen 2,15). E mi sorgono le domande: Che cosa vuol dire coltivare e custodire la Terra? Noi stiamo veramente coltivando e custodendo il Creato? Oppure lo stiamo sfruttando e trascurando? Il verbo “coltivare” mi richiama alla mente la cura che l’agricoltore ha per la sua terra perché dia frutto ed esso sia condiviso: quanta attenzione, passione e dedizione! Coltivare e custodire il Creato è un’indicazione di Dio data non solo all’inizio della storia, ma a ciascuno di noi; è parte del suo progetto; vuol dire far crescere il mondo con responsabilità, trasformarlo perché sia un giardino, un luogo abitabile per tutti. E Benedetto XVI ha ricordato più volte che questo compito affidatoci da Dio Creatore richiede di cogliere il ritmo e la logica della Creazione. Noi invece siamo spesso guidati dalla superbia del dominare, del possedere, del manipolare, dello sfruttare; no, non la “custodiamo”, non la rispettiamo, non la consideriamo come un dono gratuito di cui avere cura. Stiamo perdendo l’atteggiamento dello stupore, della contemplazione, dell’ascolto della Creazione; e così non riusciamo più a leggervi quello che Benedetto XVI chiama «il ritmo della storia di amore di Dio con l’uomo». Perché avviene questo? Perché pensiamo e viviamo in modo orizzontale, ci siamo allontanati da Dio, non leggiamo i suoi segni.

L'inquinamento | Per approfondire

Il parere delle diverse religioni

Le posizioni riassunte di seguito, pur con le differenze specifiche di ogni confessione, dimostrano l'attenzione universale ai temi legati all'ambiente, che rappresenta quindi in terreno di dialogo e di confronto comune.

Associazione SAWA, La natura: un dono da conservare

Nell’ottica islamica l’uomo è rappresentante di Dio sulla Terra ed è la Creatura più importante dell’universo. Inoltre tutto ciò che vi è nell’universo è stato messo a disposizione dell’uomo: «E ha soggiogato a voi quel che v’è nei Cieli e quel che c’è sulla Terra, che tutto proviene da Lui» (Corano XLV,13) e «Del bestiame, alcuni animali sono da soma, altri da macello: mangiate di quel che la provvidenza di Dio vi ha dato» (Corano VI,142). Questo però non significa che l’uomo possa usare a suo piacimento la natura, possa violentarla o inquinarla. La possibilità di soggiogare gli animali e tutto quello che c’è sulla Terra e nei Cieli è un dono di Dio agli uomini, un dono che va rispettato e preservato.
«Non spargete la corruzione sulla Terra, dopo che è stata resa prospera. Invocatelo con timore e desiderio. La misericordia di Dio è vicina a quelli che fanno il bene. Egli è Colui che invia i venti, annunciatori e precursori della Sua misericordia. Quando poi recano una nuvola pesante, la dirigiamo verso una terra morta e ne facciamo discendere l’acqua con la quale suscitiamo ogni tipo di frutti» (Corano VII, 56-57).
I disastri ecologici sono per l’Islam il frutto della disobbedienza alle leggi di Dio e colpiscono tutti gli uomini. Il progresso materiale disgiunto dal timore di Dio mette nelle mani degli uomini terrificanti strumenti di distruzione dell’umanità stessa e del suo habitat; ma così come ci ricorda il Corano sarà l’uomo stesso a provarne successivamente le conseguenze.


Riccardo Di Segni, L'uomo, custode del Creato

Si parla molto in questi tempi dell'urgenza di  proteggere l'ambiente. Su questo punto abbiamo delle visioni comuni e speciali da trasmettere. Il dovere di proteggere l'ambiente nasce con il primo uomo; Adamo fu posto nel giardino dell'Eden con l'obbligo di «lavorarlo e custodirlo» (Gen 2,15). Bisogna ricordare che nella Bibbia ebraica non compare mai la parola natura, come cosa indipendente, ma solo il concetto di Creato e Creatura. Siamo tutte Creature, dalle pietre agli esseri umani. Il Cantico delle Creature  di Francesco d'Assisi è radicato nella spiritualità biblica, soprattutto dei Salmi. Possiamo per questo condividere un progetto di ecologia non idolatrica, senza dimenticare che alla cima della Creazione c'è l'uomo fatto a immagine divina. La responsabilità va alla protezione di tutto il Creato, ma la santità della vita, la dignità dell'uomo, la sua libertà, la sua esigenza di giustizia e di etica sono i beni primari da tutelare.


Sogyal Rinpoche, In natura, tutto è interdipendente

Il punto fondamentale del buddhismo è che tutto è interdipendente. Questo è un punto sempre sottolineato dal Dalai Lama: siamo tutti in profonda correlazione tra noi e con il nostro ambiente.
La riflessione sull’interdipendenza ci mette anche davanti ai pericoli insiti in uno  stile di vita materialistico ed egocentrico. Pensare esclusivamente ai nostri interessi finisce sempre per ritorcersi contro di noi. Per esempio, quando facciamo del male a qualcuno o danneggiamo l’ambiente a causa dei nostri desideri egoistici, alla fine  ne portiamo le conseguenze; agire invece compassionevolmente nei confronti degli altri e assumerci la responsabilità della salvaguardia dell’ecosistema globale ci rende felici e migliora la nostra esistenza. In sostanza, quando pensiamo al benessere degli  altri, il nostro benessere ne diventa un effetto collaterale.

L'inquinamento | Per approfondire

La parola agli esperti: "perché sì"

I brani presentati di seguito esprimono la preoccupazione per la salute dell'ambiente da punti di vista diversi: quello scientifico dell'Organizzazione Mondiale della Sanità, quello spirituale rappresentato da Enzo Bianchi ma anche quello più immediato e fresco di Giorgia.

OMS, Aria pulita per vivere in salute

Secondo i nuovi dati pubblicati il 25 marzo 2014 dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), circa 7 milioni di persone sono decedute prematuramente nel 2012 – uno su otto a livello mondiale – a causa dell’esposizione all’inquinamento dell’aria. Queste cifre rappresentano più del doppio delle stime precedenti e confermano che l’inquinamento dell’aria è ormai il principale rischio ambientale per la salute nel mondo. Si potrebbero salvare milioni di vita lottando contro l’inquinamento dell’aria.
Dopo aver analizzato i fattori di rischio e tenuto conto della revisione della metodologia, l’ OMS stima che nel 2012 l’inquinamento dell’aria interna sia stato legato a 4,3 milioni di decessi prematuri nelle famiglie che cucinano con stufe  a carbone, a legna o a combustibile di biomasse. Le nuove stime si spiegano con una migliore conoscenza dell’esposizione all’inquinamento tra i 2,9 miliardi di persone che utilizzano stufe rudimentali, così come su dati fattuali riguardante il ruolo dell’inquinamento dell’aria nella comparsa di malattie cardiovascolari e respiratorie e di cancri. Nel caso dell’inquinamento esterno, l’ OMS stima che i 3,7 milioni di decessi prematuri del 2012 siano stati dovuti a fonti inquinanti urbane e rurali.

Nel 2012 a registrare le più pesanti perdite di vite umane a causa dell’inquinamento sono stati i Paesi a reddito basso o medio del sudest asiatico e del Pacifico occidentale, con un totale di 3,3 milioni di decessi prematuri legati all’inquinamento degli ambienti chiusi e 2,6 milioni all’inquinamento esterno.
Flavia Bustreo, vice-direttrice generale dell’OMS responsabile per la salute delle famiglie, delle donne e dei bambini, evidenzia che «Un’aria più pulita permette di prevenire le malattie non trasmissibili e di ridurre i rischi tra le donne ed i gruppi vulnerabili, compresi i bambini e le persone anziane. Le donne ed i bambini poveri pagano un pesante tributo all’inquinamento dell’aria in ambienti chiusi, perché passano più tempo in casa a respirare i fumi e la fuliggine che emettono le stufe a legno o a carbone mal ventilate». Insomma più si è ricchi e più si vive in Paesi sviluppati, meno si rischia di morire prematuramente, anche per inquinamento.
I nuovi dati mettono in evidenza il forte legame tra inquinamento dell’aria all’interno delle abitazioni e dell’aria all’esterno con le malattie cardiovascolari, così come tra l’inquinamento atmosferico e il cancro. Tutto questo si va ad aggiungere al ruolo svolto dall’inquinamento dell’aria nella comparsa di malattie respiratorie e acute e croniche.
Il rapporto sottolinea che la grande maggioranza dei decessi legati all’inquinamento atmosferico sono dovuti a malattie cardiovascolari: 40% cardiopatie ischemiche; 40%  accidenti vascolari cerebrali; 11% broncopneumopatie croniche ostruttive (Bpco); 6% cancro al polmone; 3% infezioni acute delle vie respiratori nei bambini.
I decessi dovuti all’inquinamento in ambiente chiuso: 34% accidenti vascolari cerebrali; 26% cardiopatie ischemiche; 22% Bpco; 12% infezioni acute delle vie respiratori nei bambini; 6% cancro al polmone.
I nuovi e ancora più preoccupanti dati non si basano unicamente su una migliore conoscenza delle malattie provocate dall’inquinamento atmosferico, ma anche su una migliore valutazione dell’esposizione umana agli inquinanti presenti nell’aria grazie all’utilizzo di misurazioni e tecnologie migliorate. Questo ha permesso ai ricercatori di procedere a un’analisi più approfondita dei rischi sanitari in un ventaglio demografico più ampio che comprende ormai zone rurali e zone urbane.
Maria Neira, direttrice del dipartimento salute pubblica, determinanti sociali ed ambientali della salute dell’ OMS, è convinta che «I rischi dovuti all’inquinamento dell’aria sono ormai più importanti di quel che si pensava, in particolare per quel che riguarda le cardiopatie e gli accidenti vascolari cerebrali. Attualmente, pochi rischi hanno un impatto superiore sulla salute mondiale dell’inquinamento dell’aria, i dati fattuali indicano la necessità di un’azione concertata per rendere più pulita  l’aria che respiriamo».
Numerose persone sono esposte sia all’inquinamento interno che esterno e Carlos Dora, coordinatore OMS per la salute pubblica e i determinanti sociali ed ambientali della salute, conclude: «Un inquinamento atmosferico eccessivo è spesso la conseguenza delle politiche non sostenibili  condotte da settori come il trasporto, l’energia, la gestione di rifiuti e l’industria. In molti di questi casi, delle strategie più sane sarebbero anche più economiche a lungo termine, grazie alle economie nelle spese sanitarie, ma anche per i benefici per il clima. L’OMS e il settore della salute hanno un ruolo unico da svolgere, traducendo i dati scientifici sull’inquinamento dell’aria in politiche in grado di apportare dei miglioramenti e salvare delle vite».


Enzo Bianchi, L'ecologia è cristiana?

La custodia e la salvaguardia del Creato sono ormai diventate uno dei temi più presenti nella meditazione dei cristiani, un tema che raccoglie una grande attenzione da parte di tutte le Chiese, attraverso il quale l’ecumenismo trova una possibilità di esercizio in una stagione per molti aspetti non facile.
Già molte volte le Chiese cristiane insieme hanno fatto sentire la loro voce per denunciare «i peccati contro la natura» e per indicare ai cristiani e agli uomini tutti un mutamento nel loro rapporto con la Creazione. Certamente potremmo chiederci se questa attenzione al tema non sia giunta in ritardo, sollecitata dal sorgere e dal diffondersi dei movimenti ecologisti, e si potrebbe anche rispondere in modo affermativo, non dimenticando che la teologia – e unitamente a essa l’attenzione ecclesiale – negli anni ’50 -’70 del secolo scorso privilegiava temi non particolarmente favorevoli a una valutazione positiva della natura: l’interesse infatti andava soprattutto alla storia. Potremmo inoltre denunciare che questo interesse per il tema ecologico sovente appare un tentativo di recupero precipitoso, a volte anche una confessione di mea culpa, talora fatta con poco discernimento, per il peccato di antropocentrismo: va detto infatti che per secoli animali e vegetali sono stati considerati come un mero contesto per la vita dell’uomo, come nient’altro che strumenti al suo servizio.

Ma occorre anche affermare che l’interesse per la Creazione, e dunque per il rapporto dell’umanità con essa, è un’istanza della fede biblica. Sì, ci sono “ragioni cristiane” assolute e precise per l’ecologia, ragioni mai separabili dal tema della giustizia e della pace. La tradizione cristiana, infatti, non può e non sa separare giustizia ed ecologia, condivisione della Terra e rispetto della Terra, attenzione alla vita della natura e cura per la qualità buona della vita umana. Questione sociale e questione ambientale sono due aspetti di un’unica urgenza: contrastare il disordine, la volontà di potenza, far regnare la giustizia, la pace, l’armonia.

La Terra è desolata quando viene meno la qualità della vita dell’uomo e della vita del cosmo, e la qualità della vita umana dipende anche dalla vita del cosmo di cui l’uomo fa parte e nel quale è la sua dimora. Nel simbolo niceno-costantinopolitano, luogo privilegiato della fede apostolica e cattolica, la Chiesa confessa: «Credo in un solo Dio, Padre onnipotente, Creatore del Cielo e della Terra, di tutte le cose visibili e invisibili». Questo primo articolo di fede proclama che la Creazione non è opera né del caso né della necessità: essa è frutto della volontà di Dio che ha creato il mondo per amore e nella libertà: come recita il Catechismo della Chiesa Cattolica, «il mondo trae origine dalla libera volontà di Dio, il quale ha voluto far partecipare le Creature al suo essere, alla sua saggezza e alla sua bontà».

Dio, che non aveva bisogno della Creatura, ha fatto posto all’alterità fuori di sé, ha limitato la sua divina onnipotenza e ha creato – non costruito, non fatto, ma fatto uscire dalla sua volontà – l’universo per eccedenza d’amore, «per avere qualcuno di fronte a sé cui fare i suoi doni meravigliosi», come scrive sant’Ireneo di Lione. La natura non è divina, Dio non è la natura, c’è alterità tra Dio e la sua opera; d’altro canto la natura non è un puro dato consegnato al dominio dell’uomo. Il mondo non è Dio, ma è di Dio, è Creatura che appartiene a Dio ed è data solo in custodia all’uomo, come dono affidato alla sua responsabilità: e l’uomo «a immagine di Dio» deve custodire quel mondo creato nella libertà e per amore da Dio, e da lui dichiarato «bello e buono» (Gen 1,4.10.12) nel suo esistere e nella sua finalità.

L’universo dunque non è solo opera di Dio, sua Creazione, come rivela l’Antico Testamento: esso è abitato dalla presenza di Dio, è destinato alla salvezza e alla gloria, è chiamato alla nuzialità con Dio tramite il Figlio che, fatto uomo, fa abitare nella carne umana creata la pienezza della vita divina! Ma la Creazione è anche opera dello Spirito santo, forza operativa del Dio Creatore.

Quando nell’in-principio Dio creò il Cielo e la Terra, è attraverso lo Spirito di Dio aleggiante sulle acque (Gen 1,2) e attraverso la Parola uscita dalla sua bocca che tutto venne all’esistenza, sicché il salmista può confessare: «Tu mandi il tuo Spirito, sono creati, e rinnovi la faccia della Terra» (Sal 104,30). Contro il nulla Dio spira il suo soffio, sul caos fa posare il suo Spirito, con il suo soffio feconda le acque: ed ecco il cosmo, la vita. Ed è sempre lo stesso Spirito divino che dà vita all’argilla plasmata da Dio (Gen 2,7; Gb 33,4), sicché Ireneo di Lione può leggere la Creazione dell’uomo come opera delle due sante mani di Dio, la Parola e lo Spirito. Di conseguenza la Creazione, come testimonia Paolo, rivela e narra l’eterna potenza, la divinità, le perfezioni invisibili di Dio, e gli uomini possono contemplarle (Rm 1,19-20) e perciò cercare Dio (At 17,27). Questa verità cristiana è di per sé ragione sufficiente per una nostra attenzione, custodia e responsabilità verso la Creazione.


Giorgia, Mal di Terra

Benvenuti in questa età 
dove tutto è lecito 
e la Terra supplica pietà 
al nostro sguardo gelido... 

Mi ricordo il mare era trasparente 
e mi ricordo bene che non mancava niente 
e mi ricordo che bastava alzare il viso 
per un sorriso 

Soldi-Potere-Plastica-Rumore 
Soldi-Potere-Plastica-Rumore 

Benvenuti in questa età 
qui si vende l'anima 
e anche l'acqua supplica pietà 
al nostro cuore sterile... 

Guarda quanto è piccolo il mondo 
così pieno del nostro scempio
mentre siamo presi a consumare tutto quello che ha valore 
vale la pena vale la Terra 
e salvare quello che ora resta 
di tanta bellezza e tanto candore 
solo rumore!!

L'inquinamento | Per approfondire

La parola agli esperti: "perché no"

Le posizioni raccolte di seguito non vogliono certo negare l'esistenza dell'inquinamento ambientale, ma invitano a confrontarsi sulle tematiche ambientali a partire da elementi scientifici certi ed evitando eccessivi allarmismi e inutili catastrofismi, spesso smentiti dalle ricerche e dalle indagini della scienza.

Andrea Giuliacci, Il caso delle scie chimiche

Con sempre maggiore frequenza sentiamo parlare di “scie chimiche”. Qual è la sua posizione in merito: è solo allarmismo oppure possiamo definirle “ecomafia”?
A mio avviso c’è al riguardo tanta disinformazione e, effettivamente, anche inutile allarmismo. Le scie chimiche si formano perché sotto determinate condizioni (quando cioè l’atmosfera ha determinate caratteristiche di temperatura e umidità) i vapori emessi dai motori degli aerei condensano e formano scie che resistono perché in quella precisa porzione di atmosfera l’aria è poco turbolenta (animata insomma da scarsa turbolenza). Ciò non toglie che le scie siano una forma di inquinamento, ma solo e semplicemente perché – come per il traffico urbano – i gas di scarico dei motori contengono sostanze nocive. Ciò che invece contesto è la convinzione che dietro tutto ciò ci sia un complotto su grande scala per modificare il clima o peggio danneggiare la nostra salute: quando si parla di scienza si possono discutere anche le teorie più strampalate, ma bisogna portare risultati ottenuti con metodo scientifico, e non semplici supposizioni basate su personali sensazioni/convinzioni, altrimenti è tutto fuorché scienza.

Come giustifica alcuni studi fatti a riguardo che accertano l’aumento di malattie neurodegenerative (es. Parkinson, Sla e Alzheimer) dipese dalla tossicità delle scie chimiche?
Premetto che non conoscendo tali studi e non essendo un medico non ho intenzione di commentarne l’eventuale attendibilità. Tuttavia ciò non mi stupirebbe: cosi come sono dannosi (ed è accertato che lo siano) i gas di scarico delle automobili, lo sono anche quelli degli aerei, e gli effetti possono essere senz’altro molteplici. Mi pare che in questo caso non ci sia alcun “mistero” da svelare…

Come potremmo definire e giustificare la presenza dei polimeri – meglio conosciuti come filamenti bianchi – che ultimamente vediamo con molta frequenza?
Non è la mia materia (non sono un biologo), ma credo che il fenomeno sia stato efficacemente spiegato come prodotto organico di alcuni specie (fra cui alcuni tipi di ragno). Come mai piovono dal cielo? Per lo stesso motivo per cui a volte piovono dal cielo (e non è un mistero) sementi, rane e addirittura pesci: se le correnti sono sufficientemente intense sollevano dal suolo i corpi più leggeri e li trascinano in alto all’interno della colonna atmosferica. Quella dei polimeri mi ricorda tanto la bufala dei blocchi di ghiaccio: finché i media hanno tenuta accesa la luce sul fenomeno era tutto un piovere di blocchi di ghiaccio, dopodiché – spente le luci della ribalta – sono scomparsi. Semplicemente è sempre capitato, continua a capitare e capiterà sempre: a essere aumentata non è la frequenza con cui il fenomeno si manifesta, ma l’attenzione che noi vi prestiamo. È fenomeno ben noto in scienza, e lo studioso sa come comportarsi, chi invece scienziato non è dà le interpretazioni a lui più convenienti. Porto un esempio, di ambito meteorologico, che spero possa render ancor più chiaro il concetto. Negli Stati Uniti nell’immediato dopoguerra si contavano mediamente 300-400 tornado (violentissime ed enormi trombe d’aria) all’anno. Negli anni 2000 salvo alcune particolari eccezione se ne sono contati circa 1000-1200 all’anno. Insomma un brusco cambiamento climatico capace di quadruplicare il numero annuo di questi violentissimi fenomeni! Tutto vero? Solo in parte! In effetti il surriscaldamento del Pianeta ha favorito una maggior produzione di questi violenti fenomeni, ma molto probabilmente solo della metà. E allora perché ne contiamo 4 volte tanto e non solo 2 volte tanto? Semplicemente perché negli anni ’50 se un tornado si formava nel bel mezzo delle sconfinate pianure americane, non abbatteva case e non veniva visto da nessuno, allora non veniva neanche conteggiato perché nessuno sapeva della sua esistenza. Oggi, invece, una rete di radar copre l’intero suolo americano e individua TUTTI i tornado che si formano, anche quelli che si “nascondono” negli angoli più lontani. Ecco allora che in parte è aumentata effettivamente il numero dei tornado, e in parte è aumentata la nostra “capacità” (o volontà) di vederli. Tutto questo per dire che la scienza impone che non ci si fermi all’apparenza, ma che si indaghi in maniera critica e con metodo scientifico.

Però l’HAARP non è un'evidente dimostrazione di come ci sia volontà di controllo del clima?
Non è mia materia, ma è risaputo che l’HAARP non è progettato per controllare il clima, ma per studiare l’atmosfera. Poi uno può crederci oppure no. Che ci sia volontà di controllare il clima lo sostiene qualcuno ma – non mi stancherò mai di ripeterlo – bisogna portare le prove. Altrimenti io potrei dire – perché no – che il Duomo di Milano è in realtà uno stargate per un’altra dimensione, che tutti ce lo hanno sempre nascosto e che fra 10 anni inghiottiranno l’intera città di Milano e poi (furbescamente) sostenere che è chiaramente così semplicemente perché nessuno è in grado di confutare la mia affermazione (vi invito, se ne siete capaci, a dimostrare senza ombra di dubbio che il Duomo NON è un portale per un’altra dimensione). Dire che l’HAARP è impianto dedicato alla modifica del clima e che sicuramente è così perché è installazione (in parte) militare dedita alla ricerca atmosferica equivale a dire che nell’Area 51 è custodito un alieno: quanti di voi credono che sia realmente così? Ragionando a questo modo si può dire tutto e il contrario di tutto: se vogliamo ragionare in modo serio dobbiamo farlo con metodo scientifico, il che implica una dimostrazione evidente – basata su dati o, se preferite, prove – della teoria proposta.


Fausto Carioti, Le bufale che surriscaldano il cervello

1) Il surriscaldamento
È la prima cosa su cui manca il consenso scientifico anzi, molti scienziati negano l'esistenza del riscaldamento globale e, comunque, che l'uomo abbia influenza in esso. In Italia tra chi sostiene cose simili c'è il climatologo Franco Prodi che da sempre sostiene che le previsioni hanno margini di errore elevatissimi.

2) Gli scienziati “buoni”  
Gli scienziati onesti sono quelli che sostengono la teoria del riscaldamento globale. Gli altri, gli scettici, sono quelli che barano. Peccato che finora gli unici scoperti a manipolare i dati sono i primi. Poche settimane fa sono diventate pubbliche le e-mail nelle quali questi ricercatori discutevano su come alterare i dati per fare apparire incontrovertibile il surriscaldamento del Pianeta.

3) L'anidride carbonica uccide
L'anidride carbonica è un gas letale: è la bufala più divertente. Perché senza anidride carbonica che trattiene il calore dei raggi solari la Terra sarebbe una palla di ghiaccio senza vita.

4) È colpa dell'uomo
Altra bufala che va per la maggiore: l'anidride carbonica prodotta dall'uomo. Il quale invece è responsabile di una quota minima, inferiore al 10% delle emissioni. La restante è prodotta dal Pianeta, ad esempio tramite oceani, vulcani. La quantità immessa dall'uomo è meno dell' 1% di quella presente in atmosfera.

5) Mamma Terra
La Terra come un grande essere vivente in perenne equilibrio: è l'ipotesi di “Gaia”. L'uomo minaccerebbe questo meraviglioso super-organismo. Peccato che la storia della Terra è un susseguirsi di temperature che sono scese e salite  per cause del tutto naturali e hanno causato una lunga serie di estinzioni di massa. È l'uomo che deve temere la Terra e non viceversa.

6) Le generazioni future 
Combattere il riscaldamento globale è la cosa migliore che possiamo fare per le prossime generazioni. Ma se veramente vogliamo investire per gli altri, esistono modi molto più sensati. Quanti vaccini, scuole, condutture di acqua potabile, alimenti si possono portare dove ce n'è bisogno.

7) Chilometro zero
È l'ultima moda delle famiglie eco-consapevoli: comprare il cibo prodotto a due passi da casa. Meno spostamenti, meno emissioni di anidride carbonica. Ma non è così che funziona. Un'inchiesta dell'“Economist” ha dimostrato che il modo più ecologico di fare la spesa è andare nei grandi supermercati. Se poi si mette anche l'energia per produrre i cibi, si scopre che i prodotti provenienti dall'altra parte del mondo possono essere più ecologici di quelli fatti in casa.

8) I biocarburanti
Le soluzioni sono i carburanti derivanti da canna zucchero e mais. Poi però si è scoperto che la richiesta di questi vegetali per farne combustibili spingeva i prezzi tanto in alto da mettere a rischio la sicurezza alimentare dei Paesi poveri. In più con risultati deludenti sul fronte delle emissioni come ha più volte sostenuto la FAO.

9) Il vento e il sole
Le fonti rinnovabili come l' energia solare e l'energia eolica [vedi Energie] sono convenienti e rappresentano il futuro. Sarebbe bello e tutti lo vorremmo. Ma pannelli solari ed eliche si stanno diffondendo solo perché sovvenzionati dallo Stato. In più la loro efficienza è limitata e discontinua. Per soddisfare il 10% del fabbisogno elettrico nazionale occorrerebbero 24.000 pale eoliche alte 50 metri; e per ottenere lo stesso risultato  con pannelli fotovoltaici occorrerebbe impegnare un'estensione di 200 chilometri quadrati e spendere 240 miliardi di euro.


Patrick Moore, Dall'ambientalismo alla sostenibilità

Nonostante le sue posizioni particolari, quasi “eretiche” in materia di ambiente, lei non ha mai smesso di definirsi un ambientalista. 
Perché lo sono: volevo però abbandonare una concezione dell’ambientalismo come scontro permanente. Oggi la vera sfida si chiama sostenibilità [vedi Sviluppo sostenibile]: ovvero come trovare un equilibrio tra priorità ambientali, sociali ed economiche. 7 miliardi di persone si svegliano ogni mattina con esigenze reali di cibo, energia e beni materiali. La sostenibilità vuole garantire il soddisfacimento di queste esigenze, riducendo nel contempo le conseguenze negative derivanti da agricoltura, industria energetica, mineraria... È questa la strada da battere insieme a governi, università e imprese. Non si può pretendere che i bisogni di 7 miliardi di abitanti cessino di esistere.

Allow Golden Rice Society, l’organizzazione no profit da lei fondata, si batte per diffondere nel mondo il golden rice, una varietà di riso geneticamente modificata.  Oggi 250 milioni di bambini soffrono di una deficienza cronica di vitamina A, un nutriente essenziale per la vista e per il sistema immunitario. Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità, ogni anno muoiono 2 milioni di persone, perlopiù giovani, per malattie legate alla carenza di questa vitamina, e 500 mila bambini diventano ciechi. La mancanza di vitamina A è il principale killer di bambini: più di malaria, AIDSe tubercolosi. Greenpeace è contraria perché, dice, l’uso del riso OGM costringerebbe gli agricoltori a dipendere dalle multinazionali.
È una menzogna. Il progetto golden rice ha fatto un accordo con i proprietari dei brevetti affinché ogni coltivatore che guadagna meno di 10 mila dollari l’anno ottenga una licenza gratuita. Quando il golden rice  sarà commercializzato, i contadini saranno liberi di conservare le sementi. Il riso modificato costerà ai consumatori quanto quello convenzionale. Questo è un progetto che ha pochi soldi ma può contare su tanta energia personale. La campagna si finanzia con piccoli ma numerosi contributi individuali. Non riceviamo grossi finanziamenti da imprese. Con mio fratello usiamo anche i fondi della nostra famiglia.
In Italia gli OGM sono un tabù. È vietato produrli sebbene siano regolarmente impiegati nei mangimi di tutte le produzioni, incluse quelle DOP.
Ognuno di noi è “geneticamente modificato”, perché nasce da una combinazione casuale di geni paterni e materni. Tutte le coltivazioni di cibo sono geneticamente modificate e somigliano ben poco alle piante selvagge originali. L’intera storia dell’umanità è stata possibile soltanto grazie alla modificazione genetica. La biotecnologia non è altro che un modo nuovo di combinare i geni per rivolgere la modificazione genetica a nostro vantaggio in termini di produttività, contenuto nutritivo ed efficienza tecnica.

Il cibo biologico e a km zero rischia di diventare una nuova religione in nome del ritorno allo stato di natura. Ma la natura, le domando, oltre che madre, è anche matrigna?
Se la natura è madre lo siamo anche noi, in quanto parte della natura: è sbagliato sostenere che gli esseri umani siano nemici della natura. Il primo insegnamento dell’ecologia invece è che tutta la vita è interconnessa e gli esseri umani sono parte di essa.

Sul “New York Times” l’ambientalista scettico e suo amico Bjorn Lomborg ha affermato recentemente che il cibo bio è una cosa per ricchi. Come gli risponde?
Io non sono contrario, ma neanche così impressionato dal cibo cosiddetto bio. A dire il vero, contesto l’uso della parola bio, che deriva dalla chimica e significa espressamente “basato sul carbonio”, com’è ogni elemento di vita sulla Terra. In campo agrario il termine “biologico” è puro marketing. Molte delle sostanze chimiche impiegate nell’agricoltura biologica non sono biologiche, come il solfato di rame e la fosforite. Secondo uno studio dell’Università di Stanford, non si trae alcun beneficio nutritivo dal cibo bio. Eppure la gente è contenta di pagarlo il doppio. Gli abitanti dei Paesi in via di sviluppo non possono permetterselo. È cibo per ricchi con molti soldi da sprecare.

GlossarioBiografie

Antropico

Aggettivo che indica gli ambienti naturali trasformati dall’uomo.


Biodiversità

L’insieme di tutti gli organismi viventi nelle loro diverse forme e degli ecosistemi a esse correlati.


Biomassa

Dal punto di vista della produzione di energia, la biomassa è la frazione biodegradabile dei prodotti, rifiuti e residui di origine biologica provenienti dall’agricoltura (comprendente sostanze vegetali e animali), dalla silvicoltura e dalle industrie connesse, comprese la pesca e l'acquacoltura, nonché la parte biodegradabile dei rifiuti industriali e urbani.


Corano

Testo sacro della religione islamica: per l’islam, rappresenta il messaggio divino rivelato da Dio (Allah) a Muhammad, e dettato da Muhammad a diversi sapienti.


Deforestazione

Processo di eliminazione della vegetazione in un’area boschiva o forestale.


DOP

Marchio di tutela giuridica della denominazione attribuito dall’Unione Europea ai prodotti alimentari con caratteristiche qualitative strettamente legate al luogo di provenienza.


Ecocentrismo

In ambito ecologico, è la concezione che metta al centro l’ambiente, considerato come insieme unico e interdipendente: il concetto si oppone a quello di antropocentrismo, cioè la tendenza ad attribuire all’uomo un primato sulle altre specie e, in generale, sulla natura.


Ecosistema globale

Unità ecologica costituita dall’intero pianeta, considerato come unico insieme ambientale in cui tutte le variabili interagiscono fra loro come all’interno di un unico sistema.


Egualitarismo

Teoria che pone in risalto l'uguaglianza di tutti gli esseri umani, sostenendo che l'uguaglianza dei diritti e delle opportunità in ambito politico, economico, sociale e civile debba sempre prevalere in tutti gli aspetti della civile convivenza delle società umane.


HAARP

Installazione civile e militare situata negli Stati Uniti: fu costruita nel 1993, a fini di ricerca scientifica sugli strati alti dell’atmosfera.


Malattie neurodegenerative

Insieme composito di patologie del sistema nervoso centrale caratterizzate da un processo cronico e selettivo di morte cellulare che danneggia progressivamente i neuroni.


Megalopoli

Vasta area costituita dall’unione di più aree urbane che giungono infine a costituire un unico insieme, popolato da milioni di abitanti.


OGM

Gli organismi geneticamente modificati (OGM) sono organismi viventi con patrimonio genetico modificato tramite tecniche di ingegneria genetica che consentono l'aggiunta, l'eliminazione o la modifica di elementi genetici.


Polimero

Sostanza formata dalla combinazione di più molecole uguali (monomeri) tra loro.


Sostenibilità

Condizione di equilibrio fra il soddisfacimento delle esigenze presenti senza compromettere la possibilità delle future generazioni di sopperire alle proprie. Perché un processo sia sostenibile esso deve utilizzare le risorse naturali a un ritmo tale che esse possano essere rigenerate naturalmente.


Benedetto XVI

Benedetto XVI

Benedetto XVI, al secolo Joseph Aloisius Ratzinger, è nato a Marktl, in Germania, nel 1927. È stato il 265° papa della Chiesa Cattolica e, dalla sua rinuncia al ministero del 2013, ha il titolo di papa emerito.

Bianchi

Bianchi, Enzo

Enzo Bianchi è nato nel 1943 ed è un religioso e scrittore, fondatore e attuale priore della Comunità monastica di Bose, nei pressi di Biella.

Carioti, Fausto

Fausto Carioti, giornalista e saggista, è vicedirettore di Libero.

Carson

Carson, Rachel

Rachel Carson (1907-1964) è stata una biologa e zoologa statunitense. Autrice di numerose opere dedicate all'ambiente, con Primavera silenziosa ebbe un grande effetto negli Stati Uniti ed è considerata una delle ispiratrici dei movimenti ecologisti internazionali.

Dalai Lama

Dalai Lama

Il Dalai Lama è il titolo che indica la più alta carica spirituale del buddhismo tibetano: l'attuale è Tenzin Gyatso, nato nel 1935; nel 1989 ha ricevuto il premio Nobel per la pace. Dal 1959 vive in esilio in India.

Di Segni

Di Segni, Riccardo

Riccardo Di Segni, nato a Roma nel 1949, è un medico e rabbino italiano: dal 2001 è capo della Comunità ebraica di Roma.

FAO

FAO

La FAO è stata fondata nel 1945: è l'organizzazione delle Nazioni Unite per l'alimentazione e l'agricoltura.
Ha l'obiettivo di aumentare la produttività agricola, migliorare la vita delle popolazioni rurali e contribuire alla crescita economica mondiale.
La FAO lavora al servizio dei suoi paesi membri per ridurre la fame cronica e sviluppare in tutto il mondo il settore agroalimentare.

Francesco

Francesco

Francesco, al secolo Jorge Mario Bergoglio, è nato a Buenos Aires, in Argentina, nel 1936. Dal 13 marzo 2013 è il 266° papa della Chiesa cattolica: è il primo pontefice proveniente dal continente americano, nonché il primo ad appartenere alla Compagnia di Gesù.

Giorgia

Giorgia

Giorgia è nata a Roma nel 1971 ed è cantautrice, musicista, produttrice discografica e conduttrice radiofonica.

Giovanni Paolo II

Giovanni Paolo II

Giovanni Paolo II, al secolo Karol Wojtyla (1920-2005) è stato il 264° papa della Chiesa cattolica. Eletto pontefice nel 1978, fu il primo pontefice polacco. È stato proclamato santo da papa Francesco il 27 aprile 2014.

Giuliacci

Giuliacci, Andrea

Andrea Giuliacci è nato a Roma nel 1971 ed è metereologo presso il Centro Epson Meteo.

Ireneo di Lione

Ireneo di Lione (130-202) è stato un vescovo e teologo romano, venerato come santo dalla Chiesa cattolica, che lo considera uno dei suoi padri. La sua opera scritta è una testimonianza della tradizione apostolica, particolarmente impegnata, ai tempi, nella lotta alle eresie.

Moore

Moore, Patrick

Patrick Moore è nato negli Stati Uniti nel 1947. Tra i fondatori di Greenpeace, organizzazione che ha diretto per sette anni, si dedica ora a progetti per l'uso sostenibile degli OGM in agricoltura.

Organizzazione Mondiale della Sanità

Organizzazione Mondiale della Sanità

L'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS-WHO) è l'agenzia specializzata dell'ONU per la salute. Fondata nel 1946, ha l'obiettivo di promuovere e ottenere per tutte le popolazioni il livello più alto possibile di salute, definita come condizione di completo benessere fisico, mentale e sociale, non soltanto cioè come assenza di malattia o infermità.

Rinpoche

Rinpoche, Sogyal

Sogyal Rinpoche, nato in Tibet nel 1947, è un maestro buddhista autore di diverse opere e attivo nell'insegnamento, un campo in cui si prefigge di offrire una "traduzione" dei principi buddhisti adatta alla mentalità occidentale.

SAWA

SAWA è un'associazione islamica culturale che ha l'obiettivo di diffondere la conoscenza dell'Islam attraverso iniziative educative e informative.

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Glossario Biografie

Antropico

Aggettivo che indica gli ambienti naturali trasformati dall’uomo.

Biodiversità

L’insieme di tutti gli organismi viventi nelle loro diverse forme e degli ecosistemi a esse correlati.

Biomassa

Dal punto di vista della produzione di energia, la biomassa è la frazione biodegradabile dei prodotti, rifiuti e residui di origine biologica provenienti dall’agricoltura (comprendente sostanze vegetali e animali), dalla silvicoltura e dalle industrie connesse, comprese la pesca e l'acquacoltura, nonché la parte biodegradabile dei rifiuti industriali e urbani.

Corano

Testo sacro della religione islamica: per l’islam, rappresenta il messaggio divino rivelato da Dio (Allah) a Muhammad, e dettato da Muhammad a diversi sapienti.

Deforestazione

Processo di eliminazione della vegetazione in un’area boschiva o forestale.

DOP

Marchio di tutela giuridica della denominazione attribuito dall’Unione Europea ai prodotti alimentari con caratteristiche qualitative strettamente legate al luogo di provenienza.

Ecocentrismo

In ambito ecologico, è la concezione che metta al centro l’ambiente, considerato come insieme unico e interdipendente: il concetto si oppone a quello di antropocentrismo, cioè la tendenza ad attribuire all’uomo un primato sulle altre specie e, in generale, sulla natura.

Ecosistema globale

Unità ecologica costituita dall’intero pianeta, considerato come unico insieme ambientale in cui tutte le variabili interagiscono fra loro come all’interno di un unico sistema.

Egualitarismo

Teoria che pone in risalto l'uguaglianza di tutti gli esseri umani, sostenendo che l'uguaglianza dei diritti e delle opportunità in ambito politico, economico, sociale e civile debba sempre prevalere in tutti gli aspetti della civile convivenza delle società umane.

HAARP

Installazione civile e militare situata negli Stati Uniti: fu costruita nel 1993, a fini di ricerca scientifica sugli strati alti dell’atmosfera.

Malattie neurodegenerative

Insieme composito di patologie del sistema nervoso centrale caratterizzate da un processo cronico e selettivo di morte cellulare che danneggia progressivamente i neuroni.

Megalopoli

Vasta area costituita dall’unione di più aree urbane che giungono infine a costituire un unico insieme, popolato da milioni di abitanti.

OGM

Gli organismi geneticamente modificati (OGM) sono organismi viventi con patrimonio genetico modificato tramite tecniche di ingegneria genetica che consentono l'aggiunta, l'eliminazione o la modifica di elementi genetici.

Polimero

Sostanza formata dalla combinazione di più molecole uguali (monomeri) tra loro.

Sostenibilità

Condizione di equilibrio fra il soddisfacimento delle esigenze presenti senza compromettere la possibilità delle future generazioni di sopperire alle proprie. Perché un processo sia sostenibile esso deve utilizzare le risorse naturali a un ritmo tale che esse possano essere rigenerate naturalmente.

Benedetto XVI

Benedetto XVI

Benedetto XVI, al secolo Joseph Aloisius Ratzinger, è nato a Marktl, in Germania, nel 1927. È stato il 265° papa della Chiesa Cattolica e, dalla sua rinuncia al ministero del 2013, ha il titolo di papa emerito.

Bianchi

Enzo Bianchi

Enzo Bianchi è nato nel 1943 ed è un religioso e scrittore, fondatore e attuale priore della Comunità monastica di Bose, nei pressi di Biella.

Fausto Carioti

Fausto Carioti, giornalista e saggista, è vicedirettore di Libero.

Carson

Rachel Carson

Rachel Carson (1907-1964) è stata una biologa e zoologa statunitense. Autrice di numerose opere dedicate all'ambiente, con Primavera silenziosa ebbe un grande effetto negli Stati Uniti ed è considerata una delle ispiratrici dei movimenti ecologisti internazionali.

Dalai Lama

Dalai Lama

Il Dalai Lama è il titolo che indica la più alta carica spirituale del buddhismo tibetano: l'attuale è Tenzin Gyatso, nato nel 1935; nel 1989 ha ricevuto il premio Nobel per la pace. Dal 1959 vive in esilio in India.

Di Segni

Riccardo Di Segni

Riccardo Di Segni, nato a Roma nel 1949, è un medico e rabbino italiano: dal 2001 è capo della Comunità ebraica di Roma.

FAO

FAO

La FAO è stata fondata nel 1945: è l'organizzazione delle Nazioni Unite per l'alimentazione e l'agricoltura.
Ha l'obiettivo di aumentare la produttività agricola, migliorare la vita delle popolazioni rurali e contribuire alla crescita economica mondiale.
La FAO lavora al servizio dei suoi paesi membri per ridurre la fame cronica e sviluppare in tutto il mondo il settore agroalimentare.

Francesco

Francesco

Francesco, al secolo Jorge Mario Bergoglio, è nato a Buenos Aires, in Argentina, nel 1936. Dal 13 marzo 2013 è il 266° papa della Chiesa cattolica: è il primo pontefice proveniente dal continente americano, nonché il primo ad appartenere alla Compagnia di Gesù.

Giorgia

Giorgia

Giorgia è nata a Roma nel 1971 ed è cantautrice, musicista, produttrice discografica e conduttrice radiofonica.

Giovanni Paolo II

Giovanni Paolo II

Giovanni Paolo II, al secolo Karol Wojtyla (1920-2005) è stato il 264° papa della Chiesa cattolica. Eletto pontefice nel 1978, fu il primo pontefice polacco. È stato proclamato santo da papa Francesco il 27 aprile 2014.

Giuliacci

Andrea Giuliacci

Andrea Giuliacci è nato a Roma nel 1971 ed è metereologo presso il Centro Epson Meteo.

Ireneo di Lione

Ireneo di Lione (130-202) è stato un vescovo e teologo romano, venerato come santo dalla Chiesa cattolica, che lo considera uno dei suoi padri. La sua opera scritta è una testimonianza della tradizione apostolica, particolarmente impegnata, ai tempi, nella lotta alle eresie.

Moore

Patrick Moore

Patrick Moore è nato negli Stati Uniti nel 1947. Tra i fondatori di Greenpeace, organizzazione che ha diretto per sette anni, si dedica ora a progetti per l'uso sostenibile degli OGM in agricoltura.

Organizzazione Mondiale della Sanità

Organizzazione Mondiale della Sanità

L'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS-WHO) è l'agenzia specializzata dell'ONU per la salute. Fondata nel 1946, ha l'obiettivo di promuovere e ottenere per tutte le popolazioni il livello più alto possibile di salute, definita come condizione di completo benessere fisico, mentale e sociale, non soltanto cioè come assenza di malattia o infermità.

Rinpoche

Sogyal Rinpoche

Sogyal Rinpoche, nato in Tibet nel 1947, è un maestro buddhista autore di diverse opere e attivo nell'insegnamento, un campo in cui si prefigge di offrire una "traduzione" dei principi buddhisti adatta alla mentalità occidentale.

SAWA

SAWA è un'associazione islamica culturale che ha l'obiettivo di diffondere la conoscenza dell'Islam attraverso iniziative educative e informative.

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