Un valore non scontato
Libertà è un termine che racchiude tanti significati ma, tentando un'estrema sintesi, potremmo definirla come la condizione grazie alla quale l'uomo può esprimere i suoi pensieri e agire senza costrizioni.
Per gli uomini che vivono in regimi democratici tutto questo sembra scontato ma, considerando il mondo nel suo complesso, non lo è affatto.
Per ottenere questo tipo di libertà (che da un punto di vista dei diritti si traduce in libertà di parola, di pensiero e di azione) l'uomo ha lottato lungamente nella sua storia e nonostante le numerose conquiste. Nella pratica, essere liberi non è cosa così diffusa.
Anche se, secondo la Dichiarazione universale dei diritti umani (1948), la libertà è un diritto di tutti, di questo diritto molti, ancora, non possono godere.
In alcuni Paesi, infatti, non sono garantite: la libertà politica, quella religiosa, quella di opinione, ed è il motivo per cui oggi sono molte le persone che abbandonano la loro terra d'origine per sfuggire l’oppressione, alla ricerca della libertà.
A livello comunitario, la libertà personale è garantita dall’articolo 6 della Carta Europea dei Diritti dell’Uomo e le Costituzioni dei Paesi più avanzati ribadiscono che quello della libertà è un diritto fondamentale.
Ma anche nei Paesi più avanzati, come il nostro, alcuni individui sono meno liberi di altri. Pensate, per esempio, a chi è povero o a chi non ha un adeguato livello di istruzione: la libertà di costoro è sicuramente minore rispetto a quella di coloro che sono nati con maggiori privilegi.
La libertà non è quindi un valore scontato, né uguale per tutti.
Un valore a servizio della vita
In ottica di autentica libertà come valore a servizio della vita, possiamo dire che la libertà non è il fine ma lo "strumento" per raggiungere il bene proprio e degli altri (in realtà un unico bene, perché i due ambiti sono strettamente interconnessi).
Ci sono beni di cui, in teoria, tutti dovrebbero liberamente godere: in pratica questo non succede perché il concetto di "Bene comune" è compromesso da una concezione della «libertà del singolo che si ripiega su di sé [e] diventa chiusura e violenza nei confronti dell'altro».
L'uso individualistico della libertà porta, infatti, a: «strumentalizzare e a rompere le relazioni, distruggere la "casa comune", rendere insostenibile la vita» (Messaggio per la 43ª Giornata Nazionale per la Vita).