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Gli obiettivi 10 e 16 dell’Agenda 2030 rappresentano due cardini fondamentali per la realizzazione della giustizia sociale e dello sviluppo umano. L’obiettivo 10 mira a ridurre le disuguaglianze all’interno e tra le nazioni, mentre l’obiettivo 16 si propone di promuovere società pacifiche e inclusive, garantendo l’accesso universale a giustizia e istituzioni responsabili.
Le disuguaglianze economiche, sociali e di genere continuano purtroppo a rappresentare una sfida globale.
In Italia, secondo il Rapporto SDGs 2025 dell’Istat, il reddito disponibile medio delle famiglie più ricche è circa sei volte superiore a quello delle famiglie più povere. Inoltre, il nostro Paese si colloca in fondo alla classifica tra le nazioni europee che presentano i maggiori divari di genere nel lavoro retribuito, con un gender pay gap che supera il 15%.
Le disparità non si limitano al reddito, ma coinvolgono anche l’accesso ai servizi sanitari, all’istruzione e alla partecipazione politica. Le persone con disabilità, gli anziani non autosufficienti e le minoranze etniche subiscono spesso forme di esclusione sistemica. L’Eurostat evidenzia come il rischio di povertà o esclusione sociale nell’UE riguardi il 21,6% della popolazione, ma in Italia la percentuale sale al 24,4%.

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La promozione della pace e della giustizia è essenziale per lo sviluppo umano. Tuttavia, il mondo è ancora profondamente segnato da conflitti armati, instabilità politica e corruzione.
All’inizio del 2025, sono attivi nel mondo circa 59 conflitti armati, che causano milioni di vittime e sfollati, compromettendo le prospettive di sviluppo di intere nazioni. Le guerre in Ucraina e Gaza sono solo le più note al pubblico, ma certamente non le uniche: numerosi altri Paesi vivono situazioni di violenza prolungata e povertà estrema, come il Sudan, il Myanmar e la Repubblica Democratica del Congo, devastati dalle guerre civili.
In queste regioni, la maggior parte dei bambini viene privata della propria infanzia: molti soffrono la malnutrizione e sono costretti ad abbandonare la scuola, a lavorare in condizioni precarie o, nei casi più drammatici, a essere reclutati come soldati. L’istruzione, che rappresenta uno degli strumenti più potenti contro la povertà e l’esclusione, resta inaccessibile per milioni di minori. Questa privazione non solo compromette il futuro individuale dei bambini, ma aggrava le disuguaglianze e ostacola lo sviluppo umano e sociale delle comunità: senza istruzione, le nuove generazioni non possono accedere a opportunità lavorative dignitose, né contribuire alla costruzione di società pacifiche e inclusive.

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Anche la corruzione mina la fiducia nelle istituzioni e ostacola lo sviluppo: secondo il Corruption Perceptions Index (CPI) 2024 di Transparency International, la percezione della corruzione in Italia resta elevata, con un punteggio di 54 su 100. Questo valore colloca il nostro Paese al di sotto della media dei Paesi dell'Europa occidentale, che si attesta a 64. Magistratura e forze dell’ordine, pur essendo fondamentali per la tutela dei diritti, sono tra le istituzioni percepite come più vulnerabili a questo fenomeno.
La giustizia sociale, inoltre, non può prescindere dalla partecipazione attiva dei cittadini. L’obiettivo 16 promuove istituzioni trasparenti e inclusive, capaci di rappresentare equamente tutte le componenti della società. In Italia, tuttavia, solo la metà dei cittadini dichiara di avere fiducia nel sistema giudiziario, e meno del 50% (probabilmente un dato sottostimato) si sente rappresentato dalle istituzioni politiche.